Serie A, come cambiano gli equilibri nella lotta scudetto dopo il calciomercato
La sessione estiva di trasferimenti si è conclusa ed è dunque tempo di bilanci: l’Inter resta la squadra da battere, ma alle sue spalle crescono ambizioni e incognite

Il calciomercato estivo 2026-27 è ufficialmente terminato e, con il gong del 1° settembre, la Serie A può finalmente iniziare a misurare sul campo le nuove gerarchie. Il verdetto più immediato è che l’Inter rimane la squadra da battere, ma il margine rispetto alle principali concorrenti appare meno facilmente leggibile rispetto alla scorsa annata. I campioni d’Italia ripartono dalla stagione straordinaria appena conclusa, chiusa con scudetto e Coppa Italia, e da una struttura tecnica consolidata. Ma il mercato ha contemporaneamente aperto un nuovo capitolo: diversi veterani hanno lasciato Appiano Gentile e Cristian Chivu si trova a gestire un processo di rinnovamento che potrebbe modificare gli equilibri interni della squadra. Dietro l’Inter, invece, si è mosso praticamente tutto il gruppo delle inseguitrici. Juve, Roma, Milan e Como hanno alzato il livello delle proprie rose, mentre il Napoli ha scelto una strada differente, affidandosi a Massimiliano Allegri e puntando sulla continuità di un organico che, secondo la società, aveva già le qualità necessarie per competere.
Inter favorita per lo scudetto: il mercato non ha cancellato il vantaggio dei campioni
L’Inter resta dunque la prima candidata al titolo. Non soltanto perché ha vinto lo scorso campionato con 11 punti di vantaggio sul Napoli, ma perché ha mantenuto intatta una parte fondamentale della propria struttura. Lautaro Martínez e Marcus Thuram continuano a rappresentare una coppia offensiva di altissimo livello, mentre il centrocampo conserva esperienza e qualità. In difesa, invece, il mercato ha prodotto una trasformazione più profonda: sono partiti Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, oltre a Dumfries, trasferitosi al Real Madrid. In entrata sono arrivati giocatori come Stones, Spence e Curtis Jones, oltre a Provedel e ai ritorni di Aleksandar Stankovic e Pavard. Il punto interrogativo non riguarda quindi tanto la qualità assoluta della rosa quanto la sua capacità di mantenere gli stessi standard dopo il ricambio generazionale. La scelta dell’Inter è stata chiara: non rivoluzionare una squadra vincente, ma accompagnarla verso un nuovo ciclo. Anche il rinnovo di Pio Esposito fino al 2032 va nella stessa direzione: il giovane attaccante è diventato una delle pedine su cui costruire il futuro e ha già mostrato di poter incidere anche ad alto livello.
Juve, mercato ambizioso: i bianconeri tornano davvero nella lotta scudetto?
Se c’è una squadra che ha modificato maggiormente le proprie prospettive attraverso il mercato, questa è probabilmente la Juve. La società ha scelto di intervenire in profondità per consegnare a Luciano Spalletti una rosa più completa. L’arrivo di giocatori come Kolo Muani, Lucumí, Vicario, Celik e Sarr, insieme all’operazione dell’ultimo giorno per Nick Woltemade, racconta un progetto decisamente più ambizioso rispetto a quello con cui i bianconeri avevano chiuso la stagione precedente. È proprio la quantità dei cambiamenti a rappresentare contemporaneamente la forza e il limite della Juve. Il potenziale è aumentato, ma anche il lavoro richiesto a Spalletti.
Milan, quanti interrogativi
Il Milan è forse la squadra più difficile da collocare. Da una parte il club ha investito pesantemente, portando a Milano Gonçalo Ramos, Mario Gila e Diego Moreira, oltre a Omari Hutchinson. L’attaccante portoghese, arrivato dal PSG per una cifra importante, rappresenta il tentativo più evidente di aumentare il peso offensivo della squadra. Dall’altra, però, il Milan ha perso Rafael Leao, passato al Galatasaray, oltre ad altri elementi importanti. La sessione non può quindi essere valutata semplicemente sulla base degli acquisti: la rosa è cambiata in maniera profonda e Ruben Amorim deve ancora trovare il punto di equilibrio tra le nuove individualità e il proprio sistema di gioco. I rossoneri sembrano oggi una squadra potenzialmente da scudetto ma ancora da decifrare. Il talento non manca, la disponibilità economica dimostrata sul mercato è evidente, ma la continuità su 38 giornate sarà il vero esame. La sensazione è che il Milan possa diventare una delle grandi variabili della corsa al titolo: se Amorim riuscirà rapidamente a integrare i nuovi acquisti, i rossoneri potranno stare nel gruppo di testa; se invece il processo di costruzione dovesse rallentare, il quarto posto potrebbe essere un obiettivo più realistico.
Roma, la sorpresa del mercato: Gasperini ha costruito una vera candidata al titolo
La Roma è la squadra che più di tutte ha trasformato il proprio status attraverso una combinazione di mercato, continuità tecnica e risultati. Gian Piero Gasperini ha portato i giallorossi al terzo posto nella scorsa stagione e alla qualificazione in Champions League. In estate il club ha mantenuto i propri uomini chiave, resistendo anche alle offerte per Manu Koné. Dopo una grande seconda parte di stagione lo scorso campionato, Malen è tornato più carico di prima siglando addirittura cinque gol nel doppio 4-0 contro Fiorentina e Lecce. Otto gol segnati e zero subiti nelle prime due giornate: una partenza che ha trasformato la Roma da possibile outsider a squadra da osservare con grande attenzione. È ancora presto per parlare di candidatura concreta allo scudetto, soprattutto perché la stagione europea renderà il calendario molto più pesante. Ma la Roma ha una caratteristica che può diventare decisiva: non deve ricostruire da zero. Gasperini conosce già il gruppo e i meccanismi sono rodati. Se la Roma riuscirà a mantenere questo livello di intensità e soprattutto a reggere il doppio impegno campionato-Champions, potrebbe essere la vera intrusa nella corsa tra Inter, Juventus e Milan.
Napoli, la grande incognita: Allegri e un mercato meno rivoluzionario
Il Napoli occupa una posizione particolare. La squadra ha perso Antonio Conte e ha affidato la panchina a Massimiliano Allegri, tornando così a un allenatore abituato a gestire corse scudetto e pressioni di vertice. Il mercato ha inoltre privato il tecnico di Romelu Lukaku ma gli ha regalato Rasmus Hojlund, riscattato dal Manchester United. Eppure, a mercato chiuso, gli azzurri sembrano avere più interrogativi di quanti ne avessero alla vigilia. Il problema non è necessariamente la qualità della rosa. È piuttosto la capacità di trasformare una squadra costruita per Conte in una formazione pienamente riconoscibile sotto Allegri. La società, anche nelle ultime ore del mercato, ha scelto di non procedere a una rivoluzione, continuando a considerare l’organico sufficientemente competitivo. È una scelta che può pagare nel medio periodo, ma che impone ad Allegri di trovare rapidamente il modo di riportare il Napoli nella dimensione della squadra da vertice.
Como, la mina vagante della Serie A
E poi c’è il Como, che merita un capitolo a parte nella nuova geografia della Serie A. Dopo il sorprendente quarto posto della passata stagione e la conseguente qualificazione alla Champions League, la società non ha scelto di ridimensionarsi. Al contrario, ha investito oltre 130 milioni di euro per rendere il progetto di Cesc Fabregas ancora più competitivo. Il colpo simbolo è stato il riscatto di Nico Paz dal Real Madrid, mentre sono arrivati ulteriori rinforzi per aumentare qualità, fisicità e profondità della rosa. Nelle ultime ore del mercato è arrivato anche Moise Kean, un’operazione che testimonia la volontà del club di alzare ulteriormente il livello offensivo. Pensare a un Como realmente in corsa per lo scudetto sarebbe ancora prematuro, soprattutto considerando il peso della Champions League e la necessità di mantenere rendimento e profondità per 38 giornate. Ma se il quarto posto dello scorso anno aveva ancora il sapore dell’impresa, il mercato estivo suggerisce che la presenza del Como nelle zone alte della Serie A potrebbe non essere affatto episodica.