Serie A, il domino delle panchine: al segnale di Conte scatenate l’inferno

La Serie A rischia di passare da una fase di stallo a una di enorme movimento, tutto dipende da Antonio Conte
Niccolò Di Leo

La Serie A rischia di passare da una fase di stallo a una di enorme movimento, tutto dipende da Antonio Conte

Le tessere del domino le conoscete tutti. Forse le generazioni di oggi, più tecnologiche rispetto al passato, hanno avuto meno modo di giocarci, ma bene o male sono ancora un ricordo vivo. Le si mettevano in piedi l’una davanti l’altra e per divertimento bastava toccarne una così da farle cadere in sequenza tutte quante. Insomma, tutte le tessere in piedi dipendevano dal movimento della prima e la loro caduta ne era una conseguenza fisica.

Il momento che sta vivendo il calcio italiano è paragonabile serenamente a un domino. Delle prime nove squadre, almeno sei cambieranno allenatore, questo è risaputo, ma la situazione è da qualche giorno in una fase di stallo che potrebbe durare ancora qualche ora. Il motivo? Qui veniamo al domino. L’incrocio di allenatori sta per creare uno degli spettacoli più belli e confusi forse mai visti sulle panchine della Serie A. Una caduta in sequenza di tutte le tessere che avverrà, però, solo nel momento in cui verrà mossa quella di Antonio Conte.  

Il domino della Serie A

L’attuale allenatore del Napoli avrebbe dovuto lasciare la Campania dopo la vittoria dello Scudetto, era promesso sposo della Juve, il suo ritorno sembrava ormai cosa fatta, poi il cambio di rotta. Forse l’amore del popolo partenopeo, più probabile la mossa Kevin De Bruyne, ha costretto il tecnico leccese a nuove riflessioni. Inevitabilmente, questo ha spinto la Vecchia Signora a guardarsi intorno, a crearsi delle strade alternative che percorrerà solo qualora dovesse essere confermata la permanenza di Conte nel club partenopeo.

Quella di Gian Piero Gasperini è un’occasione, fiutata e approfondita anche dalla Roma che a sua volta saluterà Ranieri. I giallorossi erano andati a fondo con l’ormai ex tecnico dell’Atalanta – che lascerà dopo 9 anni -, ma i nuovi contatti con la Juve rimettono tutto in bilico, seppur sempre in una perpetua fase di stallo. La stessa Dea, nel frattempo, si è messa al lavoro per il sostituto del Gasp.

Tudor, uscente dai bianconeri, è il profilo ideale secondo D’Amico per dar continuità tattica e di rosa al lavoro di Gasperini, mentre Sarri è il nome preferito per caratura ed esperienza. Il tecnico toscano, però, porterebbe a una rivoluzione totale della squadra, sotto ogni punto di vista, e nel frattempo sta riflettendo sull’offerta della Lazio che vorrebbe riportarlo nella Capitale. Lotito e Fabiani, infatti stanno per salutare Marco Baroni, che piace al Torino e alla Fiorentina.

Proprio la Viola, che sembrava certa della permanenza di Palladino, dopo le dimissioni di ieri è rimasta spiazzata e avrebbe già sondato alcuni profili: tra i quali lo stesso Baroni, ancora Sarri, Tudor, ma anche Daniele De Rossi, tanto caro a Pradé.

E le milanesi? Il Milan, salutato Conceicao, voleva Italiano che, però, nel summit di ieri si è accordato per il rinnovo con il Bologna. Tare, quindi, ha voltato lo sguardo verso Massimiliano Allegri, gradito anche da De Laurentiis, qualora Conte dovesse andar via, e tenuto in considerazione dall’Inter che dopo la finale di Champions decreterà il futuro di Simone Inzaghi.

Niccolò Di Leo

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