Thuram smarrito: Inter e Francia aspettano segnali

Marcus non segna e non incide: ora rischia anche la convocazione al Mondiale
Iacopo Erba

Marcus non segna e non incide: ora rischia anche la convocazione al Mondiale

Doveva essere il punto di riferimento offensivo in assenza di Lautaro Martinez, l’uomo chiamato a cambiare inerzia alla sfida contro il Bodø/Glimt. Invece Marcus Thuram è rimasto ai margini della partita, senza incidere né per presenza né per qualità e disputando una gara sulla falsa riga di quella con il Lecce. Un’altra serata grigia che si inserisce in un periodo complicato, in cui evidentemente la condizione ideale è ancora lontanissima. Gli acciacchi fisici hanno condizionato la sua continuità e la brillantezza che lo aveva reso devastante nella prima parte di stagione sembra essersi affievolita. E il segnale più lampante è stata la serenità con cui nel recente passato in molte circostanze Chivu ha sciolto la rinomata Thu-La per lanciare un Francesco Pio Esposito più affidabile e lucido sottoporta.

Rendimento insufficiente

I numeri fotografano una stagione comunque complessa. Dodici gol in 35 presenze stagionali non sono un bottino trascurabile in senso assoluto, ma conta molto il periodo in cui sono arrivati: cinque reti concentrate tra agosto e settembre, con due arrivate contro il Venezia in Coppa Italia. Poi una lunga fase di appannamento. L’inizio del 2026 aveva riacceso le speranze, grazie alle doppiette contro Bologna e Parma nella prima settimana di gennaio, ma l’impennata si è rivelata episodica. Da allora, solo un centro al Sassuolo e poco altro. In Champions League il copione è stato analogo: doppietta all’esordio contro l’Ajax, seguita da otto partite consecutive senza gol. Un digiuno pesante per un attaccante che dovrebbe garantire continuità a livello internazionale, per quanto le sue caratteristiche gli abbiano permesso a più riprese di rendersi utile anche in altri modi al di là del semplice gol.

Occhio al Mondiale

E le conseguenze di questo calo potrebbero andare ben oltre la dimensione nerazzurra. In vista del Mondiale negli Stati Uniti, la concorrenza nella Francia è spietata. Secondo L’Equipe, sei posti nel reparto offensivo sarebbero già virtualmente assegnati a Kylian Mbappé, Ousmane Dembélé, Désiré Doué, Michael Olise, Bradley Barcola e Rayan Cherki. Resterebbero pochi slot per profili come Ekitike, Akliouche, Thauvin, Mateta o Kolo Muani. Thuram non è tagliato fuori, ma il margine di tolleranza si sta riducendo. Se vuole blindare il suo posto tra i convocati di Didier Deschamps, ora più che mai servono i gol. Senza quelli, l’America sarà lontanissima.

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