Tracollo Allegri: il Milan rischia davvero la Champions
Squadra spenta e numeri da incubo: il girone di ritorno di Max è da minimi storici

Il Milan si ritrova improvvisamente sospeso tra ambizioni evaporate e una realtà sempre più inquietante. Quella che poche settimane fa sembrava una squadra rilanciata dal successo nel derby contro l’Inter oggi appare fragile, confusa e incapace di reagire alle difficoltà. Il possibile ritiro di cui si parlava è il simbolo di una crisi che va oltre i risultati: il gruppo è spento, il pubblico ha perso la pazienza e anche le risposte emotive viste nel finale contro l’Atalanta non bastano più a cambiare la sensazione disarmante arrivata ieri sera. La squadra di Allegri continua a perdere terreno nella corsa Champions e, al di là della classifica ancora relativamente corta, le rivali sembrano avere ben altra energia. Juventus, Roma e Como stanno mostrando continuità e convinzione, mentre i rossoneri trasmettono soltanto nervosismo e smarrimento.
Dall’estasi al crollo
Il crollo è diventato evidente proprio nel momento in cui il campionato sembrava poter riaprire scenari inattesi. Dopo l’1-0 nel derby il Milan si è praticamente dissolto: appena sette punti raccolti nelle successive otto giornate, numeri inferiori a quasi tutte le squadre coinvolte persino nella lotta salvezza. Ancora più allarmante il dato offensivo, perché da inizio aprile i rossoneri hanno realizzato soltanto tre reti, entrando in una spirale di sterilità mai vista negli ultimi anni. Per lunghi tratti della sfida contro l’Atalanta la squadra è apparsa senza idee e incapace di creare pericoli, confermando un’involuzione tecnica e mentale evidente. La reazione arrivata nel finale non cancella un quadro estremamente preoccupante: il Milan produce poco, subisce troppo e soprattutto non dà mai la sensazione di avere un piano gara concreto da proporre.
Numeri allarmanti
I numeri del girone di ritorno fotografano con crudezza il potenziale fallimento della stagione rossonera. Senza coppe europee a togliere energie o concentrazione, il Milan avrebbe dovuto alzare il livello in campionato; invece ha raccolto appena 25 punti, con un rendimento paragonabile a quello di squadre di metà classifica come Udinese, Fiorentina e Genoa. Il distacco dalla vetta è diventato enorme: diciotto punti che certificano il divario attuale dalle grandi del torneo. Allegri continua a difendersi ricordando che l’obiettivo dichiarato era la qualificazione in Champions League, ma una società come il Milan non può accontentarsi di navigare lontano dalla lotta scudetto già a primavera inoltrata. E il dato più pesante riguarda proprio il trend recente del tecnico livornese: negli ultimi anni le sue squadre hanno accumulato ritardi sempre più ampi dalla capolista, segnale inequivocabile di una competitività che sembra ormai definitivamente smarrita.