Vlahovic-Juve, è finita: cronaca di una storia a metà
Doveva fare la storia della Juventus, ma Dusan se ne va dopo alcuni gol pesanti ma anche lunghi periodi di assenza e qualche delusione di troppo

La storia tra Dusan Vlahovic e la Juventus è arrivata ufficialmente ai titoli di coda. Questa volta senza margini per ripensamenti, senza aperture e soprattutto senza la volontà reciproca di ricucire uno strappo che da mesi qualcuno aveva raccontato troppo ottimisticamente come sanabile. L’ultimo incontro tra il club bianconero e l’entourage dell’attaccante serbo ha infatti sancito la rottura definitiva: nessun accordo per il rinnovo e prospettive ormai incompatibili. La Juventus ha deciso di interrompere le trattative dopo aver constatato l’impossibilità di trovare un punto d’incontro sulle richieste economiche del giocatore. Una conclusione che certifica il fallimento di un rapporto nato tra grandi aspettative e destinato invece a chiudersi con un inevitabile addio. Nel frattempo, la dirigenza si è già mossa per individuare il sostituto, riallacciando i contatti per Randal Kolo Muani.
Mai abbastanza
I numeri raccontano una storia fatta di luci e ombre. Arrivato a Torino nel gennaio 2022 come uno degli attaccanti più promettenti d’Europa, Vlahovic ha collezionato 168presenze in maglia bianconera arrivando a 68 reti e conquistando solo una Coppa Italia. Un bottino certamente significativo, ma distante da quello che ci si aspettava da un investimento superiore agli 80 milioni di euro tra cartellino e bonus. Il serbo ha alternato periodi di grande efficacia a lunghi momenti di difficoltà, senza mai riuscire a imporsi con continuità come leader tecnico della squadra. Anche nell’ultima stagione i numeri sono rimasti discreti, persino ottimi nel finale di stagione, ma mai abbastanza da giustificare le richieste economiche avanzate in fase di rinnovo considerando che il punto di partenza era il contratto nettamente più oneroso della Serie A.
Compromesso impossibile
Ciò che non ha funzionato va però anche oltre le statistiche. Vlahovic e la Juventus non sono mai riusciti a crescere insieme come immaginato al momento del suo acquisto. Gli infortuni, i continui cambiamenti tattici e le difficoltà collettive della squadra hanno certamente inciso, ma il vero problema è stata la mancanza di una sintonia totale tra le parti. Il centravanti non è mai diventato il trascinatore attorno al quale costruire il futuro bianconero, mentre il club ha progressivamente smesso di considerarlo per cause di forza maggiore un elemento imprescindibile del progetto. La lunga trattativa per il rinnovo non ha fatto altro che accentuare una distanza già evidente, sulla quale si è provato a ragionare senza però mai davvero poter arrivare evidentemente a un compromesso. Per questo l’addio appare oggi come la conclusione più logica di una storia che, nonostante le premesse, non è mai davvero decollata.