Federico Bernardeschi, Bologna
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Bernardeschi ancora decisivo: l’ex Juve ha scalato le gerarchie di Italiano

Partito in sordina, il classe ’94 ha superato anche l’operazione alla clavicola e si è ritagliato un ruolo da protagonista nel suo Bologna
Vincenzo Lo Presti
Federico Bernardeschi, Bologna (Getty Images)

Partito in sordina, il classe ’94 ha superato anche l’operazione alla clavicola e si è ritagliato un ruolo da protagonista nel suo Bologna

Federico Bernardeschi, Bologna
Federico Bernardeschi, Bologna (Getty Images)

Nel calcio le gerarchie cambiano rapidamente, ma solo chi riesce a incidere davvero trova spazio stabile. È il caso di Federico Bernardeschi, che nelle ultime settimane si è ritagliato un ruolo sempre più centrale nel Bologna guidato da Vincenzo Italiano. L’ex talento della Juventus, tornato in Serie A tra aspettative e qualche scetticismo dopo il triennio in Canada con il Toronto, sta rispondendo sul campo, trasformando le occasioni in prestazioni decisive.

Bernardeschi protagonista nel Bologna: numeri e impatto

Il suo ingresso nello scacchiere tattico rossoblù è stato graduale: inserito spesso a gara in corso nella prima parte di stagione, il classe ’94 si è rotto la clavicola nella semifinale di Supercoppa italiana contro l’Inter il 19 dicembre 2025 a Riad. Rientrato in Italia si è sottoposto all’operazione e dopo poco più di un mese è tornato in campo e lo ha fatto alla grande. Decisivo contro l’Udinese in campionato il 23 febbraio – ironia della sorte i friulani sono la sua unica “vittima” fin qui in Serie A visto che aveva segnato anche all’andata al Bluenergy Stadium il gol del definitivo 3-0 -, Bernardeschi ha fornito la sua versione migliore in Europa League, dove ha segnato cinque reti punendo la Roma prima aprendo la gara del Dall’Ara, poi pareggiata da Lorenzo Pellegrini, e poi siglando dal dischetto il momentaneo 2-1 all’Olimpico nel secondo round andato dagli emiliani con il punteggio di 4-3 ai supplementari. Come riferisce Opta, prima dell’azzurro l’ultimo giocatore del Bologna a segnare sia all’andata che al ritorno in una fase a eliminazione diretta di una competizione UEFA era stato Giuseppe Signori contro lo Slavia Praga nel 1998 ai sedicesimi di Coppa UEFA.

Italiano non può più fare a meno di Bernardeschi

Ma non è solo una questione di numeri, di gol o assist, l’ex Fiorentina sta incidendo nella qualità del gioco offensivo della squadra, diventando un riferimento tra le linee. La sua capacità di muoversi tra centrocampo e attacco, unita a una tecnica sopra la media, offre diverse soluzioni offensive alla manovra dei felsinei. Le sue prestazioni recenti raccontano di un giocatore ritrovato, più continuo e dentro al sistema di gioco. Dove prima c’era discontinuità, oggi c’è incisività: Bernardeschi non è più una semplice alternativa, ma una risorsa su cui costruire il finale di stagione del Bologna. Il merito di questa rinascita passa anche dalle scelte di Vincenzo Italiano. Il tecnico ha progressivamente adattato il ruolo del numero 10, liberandolo da compiti troppo rigidi e permettendogli di esprimere al meglio la sua creatività. Nel sistema offensivo rossoblù, fatto di scambi rapidi e occupazione dinamica degli spazi, il nativo di Carrara trova il contesto ideale: non più confinato sulla fascia, ma utilizzato in posizione più centrale o da esterno “ibrido”, capace di accentrarsi e rifinire. È proprio questa libertà tattica a fare la differenza: Bernardeschi è tornato a essere imprevedibile, difficile da leggere per le difese avversarie.

Dalla Juve al Bologna: la rivincita di Bernardeschi

Il suo percorso non è stato lineare. Consacratosi alla Fiorentina, dopo gli anni alla Juventus, tra alti e bassi, il passaggio in Canada sembrava segnare un declino inesorabile. A 28 anni poteva rappresentare una porta dorata verso un finale di carriera lontano dai riflettori. La voglia di rimettersi in gioco e riconquistare la maglia della Nazionale, però, ha prevalso, così il Bologna ha deciso di puntare su di lui. Una scommessa vinta, almeno fin qui. Ritrovare fiducia, continuità e centralità non era scontato. Oggi, però, il suo rendimento racconta una storia diversa: più maturo e consapevole dei propri mezzi, Bernardeschi sembra aver trovato un equilibrio che in passato gli era mancato. Non è più solo un talento intermittente, ma un giocatore capace di incidere con continuità.

Gerarchie cambiate: Bernardeschi titolare nel Bologna

Le gerarchie, inevitabilmente, si sono modificate. Quello che era iniziato come un inserimento graduale si è trasformato in una scalata concreta nelle rotazioni offensive: Italiano si affida sempre più spesso a Bernardeschi preferendolo addirittura a Riccardo Orsolini, leader tecnico della squadra. La sua capacità di accendere la manovra e di prendersi responsabilità lo rende oggi uno degli uomini più importanti dell’attacco rossoblù. Guardando al finale di stagione, la crescita di Fede potrebbe rivelarsi decisiva: in un momento in cui la squadra ha bisogno di qualità e personalità, il suo contributo può fare la differenza sia in campionato che in Europa.

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