Luca Reggiani, Borussia Dortmund

Borussia Dortmund, Reggiani trova anche il primo gol: che stagione per lui

Luca Reggiani una stagione sensazionale per il nuovo talento italiano
Niccolò Di Leo
Luca Reggiani, Borussia Dortmund

Luca Reggiani una stagione sensazionale per il nuovo talento italiano

Manca il talento italiano? Forse in Serie A sì, ma per trovarlo basta volgere lo sguardo verso altri campionati, soprattutto un po’ più a Nord. In quella Bundesliga che a breve potrebbe conoscere il nome di Guido Della Rovere, già sta prendendo piede la favola di Luca Reggiani, un difensore italiano che sta trovando sempre più spazio nel Borussia Dortmund. Dall’esordio in Champions League alla continuità di minutaglia e rendimento, il classe 2008 a diciotto anni si sta confermando come una promessa del calcio internazionale. In questa stagione sono 22 le presenze complessive, 6 di queste con la prima squadra del BVB.

La stagione di Reggiani

Tra le ventunesima e la ventottesima giornata di Bundesliga, quel ragazzo che fino a poche settimane fa era solo una riserva che militava nelle giovanili, è ormai diventato un titolare. In otto partite è sceso in campo 5 volte in campo, 3 di questa da titolare in campionato. Inoltre, ha già fatto il suo esordio in Champions League scendendo dal 1′ contro l’Atalanta nel match d’andata e realizzando una partita di intensità e di qualità che non è sfuggita inosservata. Il momento più alto del suo esordio tra i professionisti, però, è arrivato tre giornate fa quando Luca Reggiani ha trovato anche il suo primo gol con la maglia del Borussia contro l’Augusta.

Il gol sotto al muro giallo

Un gol segnata davanti ai propri tifosi che ha permesso a Reggiani di esultare davanti allo storico muro giallo, casa dei tifosi del Borussia Dortmund, come lui stesso ha raccontato in un’intervista recente: “Dopo il gol contro l’Augsburg, Schlotterbeck mi ha preso da parte spingendomi contro il Muro Giallo per prendermi tutto l’applauso, è stata un’emozione da brividi perché lo stadio del Dortmund è il più bello del mondo, tutta la curva urlava il mio nome ed è stato unico. E poi c’è una cosa strana: in ritiro, ero in camera con Samuele Inacio, l’altro italiano. Prima della partita mi dice: ‘Mi sento che domani segni. Se succede davvero, vieni da me a esultare’. Così è stato, ci siamo abbracciati, è stato bellissimo“.

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