Le Stelle

Como e il marchio Fabregas: la storia deve continuare

Cesc Fabregas ha la possibilità di fare il grande salto della sua carriera da allenatore, ma a Como hanno bisogno di lui per raggiungere vette imponderabili
Niccolò Di Leo

Cesc Fabregas ha la possibilità di fare il grande salto della sua carriera da allenatore, ma a Como hanno bisogno di lui per raggiungere vette imponderabili

Tra due giornate il campionato di Serie A sarà giunto al termine. Arriverà il momento di tirare le linee, fare le somme e dare un giudizio sulla stagione appena conclusa, capendo dove si è fatto bene e dove, invece, bisognerà migliorare per crescere ancora. Ognuno vive una situazione a sé stante, ognuno offrirà i propri giudizi e le proprie considerazioni, dando vita come sempre a un’analisi della Serie A che offrirà vincenti e vinti, sorprese e delusioni. Proprio nel gruppo delle squadre che più di tutte sono andate oltre le aspettative è impossibile non considerare il Como. La società astro nascente del calcio italiano, che ha reso una neopromossa una delle squadre più insidiose di questo campionato, a suon di investimenti ben fatti e mirati si è ritagliata un ruolo di primo piano nel futuro del calcio italiano. Giocatori forti e futuribili come Nico Paz e Diao, ma anche esperti e dal rendimento immediato come Sergi Roberto o Alberto Moreno. Un mix equilibrato messo in mano a un tecnico dal destino già scritto come: Cesc Fabregas.

Il sogno Como porta il marchio di Cesc Fabregas

Il tecnico spagnolo si è messo in mostra fin dal primo anno alla guida del Como, ultima squadra della sua carriera da calciatore. In Serie B è riuscito a conquistare l’attenzione di tutti facendo qualcosa che pochi hanno avuto il coraggio di fare in un campionato equilibrato come quello cadetto: creare un’identità e proporre un gioco elegante e funzionale. La promozione in Serie A del Como era stata un traguardo eccezionale per come è arrivata, per quanto proposto e per le premesse che c’erano, rispettate da una campagna acquisti rumorosa in cui hanno alternato colpi da 90 e giovani emergenti. Neanche il ritiro di Varane a inizio stagione ha compromesso un cammino decisamente più lento dei lariani, ma che oggi sta dando i suoi frutti. Fabregas ha insistito su quell’identità che ha creato, ha ricalcato quei principi con altri giocatori, ha messo in campo una squadra che, quando si è amalgamata, gli ha permesso di fuggire via dalla zona retrocessione scalando la classifica con coraggio e convinzione dei propri mezzi.

Cesc, non bruciare le tappe: a Como puoi sognare

E questo è solo un primo passo, ma sufficiente per far capire quali siano i presupposti di una società che ha investito sul calcio a trecentosessanta gradi e sotto ogni aspetto per rendere il Como qualcosa di più grande di una semplice formazione che dà calci ad un pallone. Presupposti che con Fabregas in panchina hanno decisamente più possibilità di avverarsi. Il tecnico si è mostrato come un allenatore preparato e dalle idee chiarissime, gradite in tutta Europa tra Roma e Bayer Leverkusen che sarebbero pronte a darsi battaglia per averlo in panchina. Ma la decisione spetterà a lui e solo a lui. La possibilità di salire di livello stuzzica, ma il progetto del Como è qualcosa di molto serio e che Fabregas conosce bene e apprezza. Lui può essere l’uomo della storia. Il condottiero giusto per portare una squadra che, fino a qualche anno fa viveva immersa nella provincialità, a calcare i tetti dell’Europa, a confrontarsi con squadre che rientrano nel novero delle big del Vecchio Continente. Un sogno ambizioso che, forse, solo a Como può diventare realtà. Per questo per Fabregas l’opzione di rimanere non è così sconveniente, per questo ha in mano l’opportunità di rimandare tra qualche anno una storia già scritta, un successo inevitabile… questa volta senza bruciare troppe tappe.

Niccolò Di Leo

Potrebbe interessarti

Gignac
Le Stelle
Gignac, primo rosso a 40 anni: addio a un club d’élite
A pochi mesi di distanza dall’imminente ritiro, Gignac ha ricevuto il primo rosso in carriera
Safonov
Le Stelle
Safonov da record, cinque rigori di fila parati. E Luis Enrique se lo gode
Safonov è sempre più il portiere del PSG: esulta Luis Enrique per i cinque rigori di fila parati
Le Stelle
Serie A, Conte vince la Panchina d’Oro: ecco il podio e gli altri premiati
Il tecnico salentino ha ricevuto il premio per aver vinto lo Scudetto alla prima stagione sulla panchina del Napoli
Le Stelle
Juventus, Bremer è al top: in difesa è un muro, decisivo anche in avanti
La Juventus e Spalletti si godono Bremer, il brasiliano decisivo al Tardini si è confermato una certezza per la squadra
Le Stelle
Il ritiro di Djokovic si avvicina: Nole ci mancherà tanto
Dopo il ko con Alcaraz nella finale dell’Australian Open il serbo parla apertamente di ritiro
Le Stelle
Milan, cosa sta succedendo con Mateta? La situazione
Mateta andrà o non andrà al Milan? Tutti sperano di sì, ma solo domani potrà arrivare il responso definitivo
Le Stelle
Juve, magia Spalletti: ora David è un altro giocatore
Luciano Spalletti ha risolto i problemi della Juve e sta regalano ai bianconeri armi che non sapevano di avere
Le Stelle
Lookman lascia la Serie A: per sempre nella storia dell’Atalanta
L’attaccante nigeriano si trasferisce all’Atletico Madrid dopo tre anni e mezzo indimenticabili a Bergamo
Le Stelle
Alcaraz tra i più grandi di sempre a soli 22 anni
Alcaraz sta bruciando le tappe in questa prima parte di carriera
Le Stelle
Icardi, ritorno in Italia? La Juve ci prova: i numeri in Serie A
L’attaccante argentino è finito (ancora una volta) nel mirino dei bianconeri: ha vinto due volte la classifica marcatori
Cagliari
Le Stelle
Cagliari, è sbocciato Kilicsoy: tra (i primi) scomodi paragoni e un futuro da star
Un nuovo talento turco emergente, non è Yilidiz, ma la scoperta del Cagliari: Semih Kilicsoy
Le Stelle
Milan, Maignan rinnova: i numeri di un’avventura destinata a continuare
Mike Maignan rinnova dopo quattro anni e mezzo dal suo arrivo: i numeri della sua avventura rossonera