Yildiz unica luce: la Juve si aggrappa al suo fuoriclasse

Assist in Champions e numeri unici in stagione: il turco è la chiave per la svolta, ma Spalletti fa bene a spronarlo
Iacopo Erba

Assist in Champions e numeri unici in stagione: il turco è la chiave per la svolta, ma Spalletti fa bene a spronarlo

Luciano Spalletti chiama, Kenan Yildiz risponde. Magari ancora non con la continuità di un campione fatto e finito, ma i numeri del turco in questa stagione delineano un quadro piuttosto chiaro e inequivocabile: senza il turco, la luce della Juventus praticamente non esiste. E non sono soltanto i dati a certificarlo, ma anche le sensazioni che si hanno guardando una squadra ancora a tratti sconnessa e incapace di produrre gioco con convinzione. In una Vecchia Signora a cui mancano soluzioni e bocche da fuoco affidabili, il numero 10 è l’unico che sa accendere la scintilla e che, soprattutto, sa far alzare il livello anche ai propri compagni di squadra.

Giovane fuoriclasse

Yildiz continua infatti a imporsi come uno dei talenti più luminosi della nuova generazione europea, sostenuto come detto da numeri che certificano la sua crescita esponenziale. Con sei gol e sei assist – ultimo quello per David decisivo nell’azione che ha chiuso la sfida di Champions League con il Pafos – tra tutte le competizioni della stagione 2025/26 (escludendo il Mondiale per Club), il classe 2005 è infatti l’unico giocatore della Serie A capace di superare contemporaneamente la soglia delle cinque reti e dei cinque passaggi decisivi. Un traguardo che lo colloca in un’elite ristrettissima anche a livello internazionale: nei principali cinque campionati europei, solo Lamine Yamal, già a quota 8 gol e 9 assist, è riuscito a fare meglio ed è più giovane del turco-tedesco. 

Richieste legittime

Sbaglia dunque Spalletti a pretendere ancora di più dal vero trascinatore di questa Juventus? La risposta è ovviamente no, se l’intento è quello di scatenare nel turco un meccanismo mentale atto a una crescita ancor più costante sotto tutti i punti di vista. L’idea è quella di responsabilizzarlo al massimo, specialmente considerando che tutti gli altri giocatori potenzialmente di talento al momento appaiono spaesati o fuori condizione. Per questo motivo, è fondamentale che Kenan non si adagi sulle sue prestazioni di livello chiaramente superiore e che soprattutto continui a prendere per mano gli altri: la rincorsa agli obiettivi stagionali, ora, passa soprattutto dalle sue qualità di leader carismatico oltre che da quelle sul campo.

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