Formula 1, Antonelli cambia le regole: per i tifosi non c’è più solo la Ferrari
Kimi Antonelli è campione del mondo: ecco come ha riscritto le regole del tifo in Formula 1

Kimi Antonelli è diventato campione del mondo. Nel Gran Premio degli Stati Uniti, a cinque gare dal termine del Mondiale, il classe 2006 si prende il tanto cercato e voluto titolo alla seconda stagione in Formula 1. Un baby talento destinato a scrivere la storia e la leggenda della nuova generazione di piloti. Kimi si prende un posto nell’albo d’oro della Formula 1 al termine di una stagione in cui ha riscritto record su record tanto a livello nazionale, quanto a livello globale. La vittoria del campionato non lo rende solo il pilota più giovane di sempre a riuscirci, ma lo consolida come punto di riferimento e aspirazione dei futuri astri nascenti. Soprattutto in Italia.
Antonelli cambia le regole del tifo
L’automobilismo nel nostro Paese si basa da decenni su nomi stranieri alla guida di auto italiana. Michael Schumacher e Niki Lauda su tutti. Kimi Antonelli ha ufficialmente interrotto questa tradizione. Sono molti i fan di Ferrari che hanno trovato nel giovane pilota Mercedes una fonte di soddisfazione. Senza tradire la Rossa, Antonelli ha rapito presto il cuore di tutti gli appassionati disposti a godere e celebrare il successo di automobile tedesca, pur di godere di un pilota italiano che scrive la storia della Formula 1. D’altronde, a proposito di storia, sono pochi i nomi che hanno portato il Tricolore in alto e sono soprattutto rappresentanti di un automobilismo passato.
I predecessori di Antonelli
Il più grande di tutti è stato Alberto Ascari, che tra il 1951 e il 1953 ha vinto ben 13 gare: cinque in più rispetto a Kimi Antonelli che in questa stagione si è portato a quota 8. Ascari è stato anche l’unico italiano a vincere ben due titoli di Formula 1 (entrambi in Ferrari), altro obiettivo che Antonelli metterà nel mirino a partire dalla prossima stagione. Nel 1952 e nel 1953, infatti, il pilota milanese era riuscito a portare per due volte la sua Ferrari davanti a tutti al termine della stagione. Si tratta delle uniche due vittorie della Rossa con un pilota italiano. La sua carriera è poi terminata il 26 maggio del 1955, quando un incidente a Monza si rivelò fatale. Prima di Ascari, nel 1950, fu Nino Farina a vincere su auto italiana, portando davanti a tutti la sua Alfa Romeo. A distanza di 73 anni dall’ultima volta, un italiano torna a vincere, ma questa volta su auto tedesca: cambiando le regole del tifo azzurro (o rosso) nella Formula 1.