Oliver Glasner

Glasner non aspetta: al vaglio il Milan del futuro, da cosa si ripartirà

Non c’è tempo per festeggiare la vittoria della Conference League: Glasner prepara il nuovo Milan
Michele Cerrotta

Non c’è tempo per festeggiare la vittoria della Conference League: Glasner prepara il nuovo Milan

Oliver Glasner

Fresco di vittoria della Conference League ma non sazio di calcio. Oliver Glasner non si ferma e anzi rilancia, in attesa di incontrare a Milano Cardinale e i suoi uomini. Sul tavolo c’è la chance di guidare il Milan, ottenuta grazie a quanto fatto con il Crystal Palace. Glasner vuole avere le idee chiare e per questo sta lavorando su tutto quello che non è andato nell’ultimo anno rossonero, così come sta allo stesso tempo buttando giù un progetto che metta al centro alcuni dei calciatori che stima da tempo.

Il nuovo Milan

Da allenatore al Crystal Palace il modulo più utilizzato è stato il 3-4-2-1, ma ha lavorato anche con una difesa a quattro in passato. La scelta di Glasner dovrebbe in questo caso essere di continuità e orientarsi quindi su una linea a tre. La speranza di Cardinale è però che il Milanpossa orientarsi su un’idea di calcio più offensiva rispetto a quella portata da Allegri. A prescindere dal verdetto, una cosa è certa: Maignan sarà un punto fermo al pari di Pavlovic, con loro potrebbero trovare spazio de Winter e Gabbia mentre ci saranno riflessioni su Tomori, anche perché tra le richieste di Glasner ci saranno di certo un paio di aggiunte in difesa. In mezzo al campo molto dipenderà dal destino di Rabiot Modric, entrambi in bilico. Caratteristiche giuste per SaelemaekersAthekameBartesaghi ed Estupinan, ma non è detto rimangano tutti. Occhio in mezzo a Jashari, che può rilanciarsi dopo una stagione nera.

Rebus attacco

Gran parte delle riflessioni riguarderanno inevitabilmente l’attacco. Dove Leao si è praticamente tirato fuori e dove può invece restare Pulisic, tornato al gol in nazionale. Glasner proverà a valorizzare Nkunku, mentre da capire cosa sarà di Gimenez: fortemente voluto da Ibrahimovic, non ha asciato traccia al Milan. Un attaccante, a prescindere dal destino del messicano, servirà. Così come almeno un investimento di spessore sulla trequarti per cerare di far ripartire definitivamente i rossoneri.

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