Il tracollo di Sterling: ora rischia due anni di carcere
L’ex Chelsea ha ammesso le proprie responsabilità per guida pericolosa, possesso di protossido d’azoto e rifiuto dei test dopo l’incidente

Nuovi guai giudiziari per Raheem Sterling, protagonista di una vicenda che aggiunge un altro capitolo complicato a una fase già delicata della sua carriera. L’ex attaccante di Manchester City e Chelsea si è dichiarato colpevole davanti al tribunale di Basingstoke per guida pericolosa, possesso di protossido d’azoto destinato all’inalazione e mancata sottoposizione agli accertamenti richiesti dalla polizia. Il procedimento nasce dall’incidente del 28 maggio scorso, quando Sterling ha perso il controllo della propria Lamborghini in Hampshire. La vicenda non ha provocato feriti né coinvolto altri veicoli, ma ora il calciatore dovrà attendere la sentenza, fissata per il prossimo 25 novembre. Nel frattempo è stato anche disposto per lui il divieto di guida.
L’incidente
I dettagli dell’incidente restituiscono un quadro particolarmente pesante per il giocatore. Sterling era stato fermato dopo aver guidato in maniera pericolosa sulle strade tra M25 e M3, prima di schiantarsi contro le barriere nei pressi dello svincolo di Minley. Secondo quanto emerso in tribunale, testimoni avevano riferito di averlo visto utilizzare protossido d’azoto mentre era alla guida, mentre nella sua Lamborghini sono state trovate sei cartucce della sostanza. L’attaccante aveva inoltre rifiutato di fornire il campione richiesto dagli agenti dopo l’incidente. Le accuse sono state tutte ammesse da Sterling, che ha così un processo più lungo. Per la guida pericolosa, considerata dagli inquirenti tra le condotte più gravi, sono previste anche pene detentive fino a due anni.
Un lento declino
Il peso della vicenda si inserisce in una parabola sportiva che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più lontani dagli anni d’oro al Manchester City. Dopo il trasferimento al Chelsea nel 2022, Sterling ha progressivamente perso centralità: 14 gol in 59 presenze di Premier con i Blues, poi una stagione in prestito all’Arsenal con appena 17 presenze e zero reti in campionato. A febbraio 2026 ha scelto il Feyenoord per provare a rilanciarsi, ma anche l’esperienza olandese si è chiusa con numeri modesti: 8 presenze in Eredivisie, nessun gol e un assist. Ora è nuovamente senza squadra e, a 31 anni, cerca una nuova opportunità per ripartire. Un obiettivo che la vicenda giudiziaria potrebbe allontanare.