Kazuyoshi Miura, l’uomo che sfida il tempo: a 59 anni la leggenda del calcio giapponese continua a segnare
Dopo quasi quattro anni di digiuno, il classe ’67 torna a esultare. Dagli esordi all’esperienza al Genoa nel 1994-95: ecco l’incredibile carriera di “King Kazu”

Ci sono calciatori che entrano nella storia per i trofei conquistati, altri per i record stabiliti. Poi ci sono figure come Kazuyoshi Miura, capaci di trasformare la propria carriera in una sfida continua contro il tempo. A quasi sessant’anni, “King Kazu” continua a scendere in campo tra i professionisti e ad aggiungere nuovi capitoli a una storia iniziata oltre quarant’anni fa. L’attaccante giapponese, nato il 26 febbraio 1967, è ormai un simbolo mondiale di longevità sportiva. La sua carriera attraversa epoche completamente diverse del calcio: dagli anni in cui il Giappone cercava ancora una propria identità calcistica fino all’era moderna dominata da preparazione atletica, velocità e statistiche. Eppure Miura è ancora lì, con la stessa passione che lo ha accompagnato fin dagli inizi.
Miura, il pioniere che ha cambiato il calcio giapponese
Prima di diventare una leggenda in patria, Kazuyoshi Miura ha scelto una strada insolita per un calciatore giapponese della sua generazione: andare in Brasile per imparare il calcio direttamente nella sua culla. Da giovane si trasferì dall’altra parte del mondo. L’esperienza sudamericana fu fondamentale per la sua crescita. Miura vestì le maglie di diversi club brasiliani e riuscì a imporsi in un ambiente altamente competitivo, diventando uno dei primi giocatori asiatici capaci di attirare attenzione internazionale. Il suo percorso contribuì anche alla crescita del movimento calcistico giapponese. Quando nel 1993 nacque la J.League, Miura fu uno dei volti simbolo della nuova era professionistica del calcio nipponico. Con la maglia del Verdy Kawasaki conquistò popolarità nazionale e contribuì ad avvicinare milioni di tifosi a uno sport che fino a quel momento aveva avuto un ruolo marginale rispetto al baseball.
La nazionale giapponese e il sogno mondiale sfumato
Il rapporto tra Miura e la nazionale giapponese rappresenta uno dei capitoli più importanti della sua carriera. Con la maglia del Giappone ha collezionato 89 presenze e 55 gol, diventando per anni il principale riferimento offensivo del Paese. La sua più grande delusione arrivò nel 1998, quando il Giappone si qualificò per la prima volta alla fase finale di un Mondiale, quello disputato in Francia. Nonostante fosse stato protagonista del percorso di qualificazione, Miura venne escluso dalla lista definitiva dei convocati, vivendo uno dei momenti più difficili della propria carriera. Quella mancata partecipazione non ha però cancellato il suo ruolo storico. Anzi, la sua figura è rimasta centrale nella costruzione dell’identità calcistica giapponese, tanto da essere considerato ancora oggi uno dei principali pionieri del movimento.
Una carriera infinita tra Europa, Asia e record di longevità
Nel corso della sua lunghissima carriera, Kazuyoshi Miura ha vestito numerose maglie, dimostrando una capacità rara di adattarsi a contesti e generazioni calcistiche differenti. Ha giocato anche in Europa con il Genoa nella stagione 1994-1995, diventando il primo calciatore giapponese a militare nel campionato italiano di Serie A. Dopo l’esperienza europea è tornato protagonista in Asia, continuando a giocare ad altissimi livelli e diventando progressivamente un’icona globale. Nel corso degli anni ha indossato anche le maglie di club in Croazia, Australia e Portogallo, oltre naturalmente alle numerose esperienze nel calcio giapponese. Il suo nome è entrato nei libri dei record soprattutto per la capacità di rimanere un calciatore professionista anche oltre i cinquant’anni. In un calcio sempre più basato sulla precocità e sulla ricerca della massima efficienza fisica, Miura rappresenta un’eccezione assoluta: una carriera costruita sulla disciplina quotidiana e sulla volontà di non fermarsi.
Miura segna ancora a 59 anni: il gol con il Fukushima United nella Coppa dell’Imperatore
L’ultimo capitolo della leggenda di King Kazu è arrivato nella Coppa dell’Imperatore, dove il suo Fukushima United, club che milita nella J3 League giapponese (equivalente alla nostra Serie C), ha travolto l’Iwaki Furukawa con il risultato di 7-0.Miura ha trovato la rete del momentaneo 5-0, tornando a esultare dopo quasi quattro anni di digiuno: l’ultimo gol risaliva infatti al 12 novembre 2022. A 59 anni e 149 giorni, l’attaccante giapponese ha così aggiunto un’altra statistica incredibile alla propria carriera. Il futuro, inoltre, è ancora aperto: Miura ha già rinnovato il proprio contratto fino a giugno 2027 e si prepara a vivere la sua 42ª stagione da professionista. Più che un semplice calciatore, Kazuyoshi Miura è ormai un simbolo della forza della passione, un atleta capace di trasformare ogni presenza e ogni gol in un evento storico.