Lazio, il ritorno di Dia: un oro in valigia per scacciare la crisi del gol
Boulaye Dia rientra oggi in Italia con una medaglia d’oro al collo, ma con un bagaglio di sensazioni contrastanti. Se da un lato il suo Senegal ha alzato al cielo la Coppa d’Africa, dall’altro il torneo personale dell’attaccante è stato una vera delusione: appena 37 minuti giocati negli ottavi di finale. Un impiego marginale che non ha aiutato a rilanciare la sua immagine internazionale né a tranquillizzare la Lazio, che in estate dovrà versare 11,3 milioni di euro alla Salernitana per il riscatto obbligatorio. Con l’interesse della Premier League che sembra essersi raffreddato a causa di un rendimento altalenante, il ritorno a Roma diventa per Dia l’ultima chiamata strategica per dimostrare il proprio valore.
L’appello di Sarri e il digiuno da interrompere
Maurizio Sarri non ha nascosto le proprie difficoltà, specialmente dopo la pesante sconfitta subita contro il Como. Il tecnico toscano aveva riposto grandi speranze nel senegalese, che però finora non è riuscito a integrarsi perfettamente nei suoi schemi. I numeri sono impietosi: dopo l’unico gol stagionale segnato il 31 agosto contro il Verona, Dia è rimasto a secco per oltre quattro mesi e mezzo. La Lazio fatica terribilmente a occupare l’area di rigore e a trovare un riferimento offensivo credibile, motivo per cui il tecnico spera che il trionfo continentale possa aver sbloccato l’attaccante almeno dal punto di vista mentale, restituendo alla squadra il calciatore ammirato a Salerno e in Ligue 1.
Nuove gerarchie a Formello: la sfida con Ratkov
Il rientro di Dia avviene in un contesto tattico mutato. Durante la sua assenza, la società è intervenuta sul mercato acquistando il giovane talento serbo Petar Ratkov, chiaro segnale che la fiducia incondizionata verso il senegalese è venuta meno. Dopo l’addio di Castellanos e i primi fischi ricevuti dal pubblico dell’Olimpico, Dia si ritrova a dover scalare nuovamente le gerarchie, partendo alla pari con Noslin e il nuovo arrivato dal Salisburgo. La trasferta di sabato contro il Lecce rappresenta il primo banco di prova: Sarri ha disperatamente bisogno di un centravanti “vero” e Dia ha un’ultima occasione per dimostrare di poter essere l’uomo della provvidenza per la rincorsa biancoceleste.