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Napoli, la metamorfosi di David Neres: Conte non può più fare a meno di lui

Partito in sordina, il brasiliano ha cambiato pelle nelle ultime settimane risultando decisivo in più occasioni e diventando un elemento imprescindibile nello scacchiere tattico del tecnico azzurro
Vincenzo Lo Presti
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Partito in sordina, il brasiliano ha cambiato pelle nelle ultime settimane risultando decisivo in più occasioni e diventando un elemento imprescindibile nello scacchiere tattico del tecnico azzurro

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Da oggetto misterioso a elemento imprescindibile. Si potrebbe sintetizzare così la metamorfosi di David Neres in questa stagione. In pochi avrebbero infatti scommesso che dopo le difficoltà iniziali il brasiliano potesse diventare una pedina fondamentale nello scacchiere tattico del Napoli di Antonio Conte. Eppure, chiusa la prima annata sotto il Vesuvio con lo scudetto sul petto e appena tre gol in 30 presenze complessive, dopo un avvio in sordina il classe ’97 ha alzato il suo rendimento e al 19 dicembre ha già fatto meglio avendo timbrato il cartellino già in quattro occasioni dopo appena 21 partite: la sua media gol+assist è passata da circa 0,07 a 0,25 per partita.

Neres, inizio da comprimario e primi mugugni

Nonostante fosse stato insignito del ruolo di erede Khvicha Kvaratskhelia sulla fascia sinistra dell’attacco azzurro, l’ex Ajax e Benfica ci ha messo un po’ prima di trovare la definitiva consacrazione. Al primo anno aveva racimolato 1445 minuti distribuiti in 30 presenze, metà delle quali (15) partendo dalla panchina. Anche quando inserito nell’undici iniziale, però, sembrava non riuscire a connettersi con i compagni, quasi avulso dalla manovra della squadra e spesso intestardito nel cercare la giocata. Il trend sembrava essere lo stesso pure in questa stagione dove, complice anche qualche problemino fisico, è partito sotto tono. Con il passare delle settimane, però, è salito in cattedra diventando uno degli uomini più determinanti in casa Napoli.

Neres si trasforma: da oggetto misterioso a uomo chive

Lo switch è arrivato lo scorso 22 novembre, quando con una doppietta nel 3-1 all’Atalanta si è sbloccato e non si è più fermato. La settimana seguente, infatti, è suo il gol che decide lo scontro scudetto dell’Olimpico contro la Roma. Autore dell’assist per il momentaneo 1-0 del Napoli sulla Juve al Maradona (la gara terminerà 2-1) firmato Hojlund, il brasiliano è rimasto a secco nel ko in Friuli contro l’Udinese (0-1), ma poi è tornato ad esultare aprendo il 2-0 in semifinale di Supercoppa italiana contro il Milan di Massimiliano Allegri.

La svolta tattica

La crescita di David Neres non è però solo nei numeri, ma anche nel modo in cui Conte lo ha inserito nei suoi schemi. Il tecnico lo sta usando con maggiore continuità sia sulla fascia destra che su quella sinistra, sfruttando la sua capacità di accelerare in campo aperto e creare superiorità sulle corsie. Il ritorno al 3-4-3 e la maggiore fiducia del tecnico nei suoi confronti hanno contribuito alla trasformazione del suo rendimento, passando da opzione di rincalzo a titolare di peso tattico. Le critiche e i mugugni sono ormai alle spalle, se nella seconda parte di stagione confermerà stabilmente questo trend, il suo contributo potrebbe rivelarsi decisivo nella corsa al titolo e nelle coppe europee.

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