Milano-Cortina al via: scelti i portabandiera della cerimonia

In scena 10 figure simboliche tra sport, cultura e diritti per le cerimonie parallele nei due centri nevralgici dei Giochi
Iacopo Erba
I cerchi olimpici (Getty Images)

In scena 10 figure simboliche tra sport, cultura e diritti per le cerimonie parallele nei due centri nevralgici dei Giochi

I cerchi olimpici (Getty Images)

Cresce giorno dopo giorno l’attesa per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, sempre più vicine al loro debutto ufficiale. Le prime competizioni avranno a questo proposito inizio mercoledì 4 febbraio, ma il momento più solenne arriverà venerdì 6, quando la rassegna a cinque cerchi verrà inaugurata con due cerimonie di apertura in contemporanea. Un evento inedito, distribuito tra Milano e Cortina, che vuole rappresentare l’anima diffusa dei Giochi. In vista di quell’appuntamento, lo stesso Comitato organizzatore ha reso noti i nomi delle personalità chiamate a portare la bandiera olimpica, figure scelte per incarnare valori sportivi, umani e simbolici di una competizione unica nel suo genere.

A Cortina

Due a Cortina e otto a Milano: sarà questo, come diffuso in una nota ufficiale, lo split tra i due centri nevralgici dei Giochi. Nella località ampezzana il testimone olimpico sarà affidato a Franco Nones, storico oro nella 30 km di sci di fondo a Grenoble 1968, simbolo intramontabile dello sport italiano, e a Martina Valcepina. La pattinatrice short track, fermata di recente da un grave infortunio, è stata invece scelta come volto della resilienza e del sogno olimpico spezzato, ma non cancellato. Una scelta che celebra un passato glorioso e, al contempo, sostiene le sfide dei grandi sportivi nel presente.

A San Siro

A Milano, nello scenario iconico di San Siro, sfilerà invece un parterre internazionale. Dalla ginnasta brasiliana Rebeca Andrade al maratoneta keniano Eliud Kipchoge, passando per la pugile Cindy Ngamba e il tongano Pita Taufatofua, lo sport dialogherà con l’impegno civile e culturale. Tra i portabandiera figurano anche Tadatoshi Akiba, ex sindaco di Hiroshima, la poetessa nigeriana Maryam Bukar Hassan, lo scrittore e attivista Nicolò Govoni e Filippo Grandi, già Alto Commissario ONU per i Rifugiati. Un mosaico di storie e valori, per dare ai Giochi un’apertura dal respiro ancora più globale.

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