Napoli, ti presento Vergara: un talento sbocciato per caso
Il Napoli si gode Antonio Vergara, quel talento che aveva in rosa ma che Antonio Conte ha scoperto solo per caso
Il calcio italiano ha trovato in Antonio Vergara un nuovo nome da attenzione per il futuro. Il classe 2003 del Napoli si è preso la scena nell’ultima notte di Champions League, giocando una partita eccellente, ma senza riuscire a regalare ai partenopei il passaggio del turno ai playoff. Al Maradona è stato il Chelsea di Rosenior ad avere la meglio. Nel segno di Joao Pedro, più di tutti gli altri, è arrivata una vittoria in rimonta per 3-2 che ha reso le competizioni europee ancora una volta beffarde per Antonio Conte. Il tecnico pugliese parla di infortuni e assenze, ma la sua storia in Europa è da sempre travagliata e ricca di fallimenti.
Vergara si presenta al calcio italiano
La serata di ieri, però, è stata meno amara per Conte. Intanto davanti si è trovato una squadra probabilmente più forte del suo Napoli. Ma soprattutto ha scoperto nella sua rosa un talento che lui stesso, fino a oggi, aveva spesso ignorato. Antonio Vergara è il prodotto di un settore giovanile che da tanto non tirava fuori un calciatore pronto per la prima squadra. Un giocatore che prima di avere la sua chance da titolare è stato spedito in prestito alla Pro Vercelli e alla Reggiana e che quest’anno ha approfittato della situazione per mettere in mostra quel valore e quella crescita che negli anni lo hanno portato a diventare il giovane promettente che è oggi.
Conte scopre Vergara… ma solo grazie agli infortuni
Un’ottima partita contro il Torino, la titolarità in Champions League, il primo gol e un sogno che si realizza. Antonio Vergara si prende la scena del calcio italiano e ora farà parlare di lui. Dell’intuizione di Antonio Conte che, a onor del vero, non aveva intuito granché. Vergara era in rosa e trova spazio solo nel momento in cui alternative non ce n’erano. Lang è stato ceduto, Neres, De Bruyne e Politano sono infortunati. L’unica soluzione era il giovane dalla panchina. L’ultima ruota del carro che scende in campo e ruba l’occhio, che fa pensare a Conte che forse ora ha un elemento in più sul quale contare e che quella sorte avversa, alla quale si appiglia spesso, questa volta gli ha teso la mano.