Olimpiadi, tripletta italiana nella seconda prova di discesa maschile sulla Stelvio
La seconda prova cronometrata della discesa maschile alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 regala segnali fortissimi in chiave italiana. Sulla Stelvio, teatro della gara olimpica, va in scena una mattinata a tinte azzurre, con gli sciatori di casa capaci di imporsi nettamente in un contesto dove molti dei favoriti internazionali hanno preferito non forzare. Dopo una prima prova interlocutoria, oggi l’Italia decide di alzare il ritmo e occupare il centro della scena, mostrando grande sicurezza sul tracciato valtellinese. Il riferimento cronometrico assoluto della giornata è Mattia Casse, autore di una discesa velocissima e aggressiva, conclusa con un tempo ufficioso di 1:52.85, nettamente migliore rispetto a quanto visto nella prima prova. Un crono che, seppur non valido ai fini della classifica a causa di una porta saltata, certifica comunque lo stato di forma dell’azzurro e la sua totale confidenza con la pista. La sua prova resta il punto di riferimento tecnico della giornata, con distacchi superiori ai tre secondi rispetto ai migliori tempi precedenti.
Olimpiadi, Schieder e Franzoni dietro a Casse. Paris spinge solo la parte alta
Alle spalle di Casse, a emergere è soprattutto Florian Schieder, che diventa di fatto il più veloce tra i tempi ufficialmente registrati. Partito con il pettorale 12, l’azzurro costruisce una discesa solida e continua, perdendo appena 45 centesimi rispetto al tempo di Casse e confermando un’ottima lettura del tracciato. Positivi anche i riscontri di Giovanni Franzoni, che sceglie una strategia più conservativa nella parte alta per poi aumentare il ritmo nel finale, replicando le buone sensazioni già mostrate nella prima uscita cronometrata. Diverso l’approccio di Dominik Paris, che alterna fasi di spinta a momenti di gestione. L’altoatesino parte forte, restando in linea con i riferimenti migliori, per poi rallentare deliberatamente nel tratto conclusivo e chiudere con un distacco superiore ai due secondi. Una scelta che sembra più orientata a testare materiali e linee che a cercare il tempo.
Olimpiadi, i big in gestione. Innerhofer il migliore nella parte bassa
Se l’Italia accelera, molti dei grandi nomi della discesa mondiale preferiscono invece coprirsi. Marco Odermatt spinge solo nella prima parte, mostrando buoni parziali prima di alzarsi e terminare lontano dal vertice. Ryan Cochran-Siegle replica sostanzialmente la prestazione della prima prova, concentrandosi sulla sezione iniziale senza forzare nel finale. Tra i pochi a spingere fino in fondo c’è Christof Innerhofer, che con il pettorale 24 fa segnare il miglior riferimento nella parte bassa della Stelvio, dimostrando velocità e grande determinazione. Un segnale chiaro: sulle nevi olimpiche di casa, gli azzurri vogliono essere protagonisti.