Roland Garros 2026, le pagelle del singolare femminile: Andreeva matura, crisi Sabalenka
Il torneo femminile del Roland Garros vede la prima affermazione di Andreeva in uno Slam.

È tempo di bilanci dopo la conclusione del singolare femminile del Roland Garros 2026 e non potevano, quindi, mancare i nostri giudizi alle campionesse della racchetta.
Roland Garros 2026, le pagelle del singolare femminile
Mirra Andreeva 10
A poco più di 19 anni, la russa mette in bacheca il suo primo titolo Slam, dimostrando di aver compiuto un grosso passo in avanti dal punto di vista caratteriale: la sensazione, per non dire certezza, è che ne arriveranno tanti altri.
Maja Chwalinska 10
Si merita il massimo dei voti anche la polacca che, partita dalle qualificazioni, va oltre i suoi sogni, vincendo ben nove incontri a Parigi prima di arrendersi in finale a Mirra Andreeva; l’auguro è che non si tratti di un exploit isolato.
Marta Kostyuk 8
Dopo aver trionfato a Rouen e Madrid, la corsa dell’ucraina si ferma soltanto al cospetto della futura vincitrice del Major francese; la prima semifinale in un torneo di questa importanza le vale, quindi, una valutazione altissima.
Aryna Sabalenka 4
Brutto momento per la bielorussa che non riesce a sfatare il tabù Roland Garros, gettando al vento un match già vinto con Diana Shnaider ai quarti in cui si fa rimontare da 6-3 5-3, non raccogliendo più un game.
Coco Gauff 3
Malissimo la campionessa in carica che esce, già, al 3° turno opposta ad Anastasia Potapova: più in generale, la 22enne di Atlanta sta vivendo un’annata al di sotto delle aspettative in cui non è riuiscita ad aggiudicarsi neanche un torneo WTA.
Elena Rybakina 2
Il voto rispecchia la sua posizione in classifica, ma soprattutto è la punizione per l’incredibile stop al 2° turno contro Yulia Starodubtseva che le impedisce, inoltre, di ridurre ulteriormente il distacco nel ranking da una Aryna Sabalenka in difficoltà.
Jasmine Paolini s.v.
L’infortunio alla caviglia la toglie di mezzo al secondo ostacolo rappresentato da Solana Sierra, motivo per cui non ci sentiamo di attribuirle un giudizio negativo.