Ruud il terraiolo: in finale in tutti i Masters 1000 sul rosso
Ruud raggiunge per la prima volta l’atto conclusivo del torneo di Roma.

In un tennis in cui c’è sempre meno spazio per gli specialisti di una superficie con i terreni di gioco e le palle sempre più vicini tra loro, Casper Ruud sembra fare eccezione considerato l’attuale divario di rendimento tra la terra rossa, sua superficie preferita, e i campi veloci, in particolare l’erba dove non ha mai ottenuto risultati di rilievo.
Prima volta per Ruud in finale a Roma
Capace di raggiungere l’atto conclusivo a Montecarlo nel 2024, dove è stato sconfitto da Stefanos Tsitsipas, e a Madrid l’anno successivo, dove ha invece trionfato ai danni di Jack Draper, il norvegese completa la collezione di finali nei Masters 1000, approdando quest’anno in quella di Roma al termine di un percorso che l’ha visto lasciare un solo set per strada nei quarti contro Karen Khachanov.
Il percorso di Ruud al Masters 1000 di Roma
1° turno: bye
2° turno: Ruud b. Svajda 6-1 6-3
3° turno: Ruud b. Lehecka 6-3 6-4
Ottavi: Ruud b. Musetti 6-3 6-1
Quarti: Ruud b. Khachanov 6-1 1-6 6-2
Semifinale: Ruud b. Darderi 6-1 6-1
Le parole di Ruud dopo la vittoria con Darderi
Molto interessante la conferenza stampa del 27enne scandinavo al termine del match con Luciano Darderi in cui parla anche di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono diventati quei fenomeni straordinari che sono oggi. A volte mi capita di essere a casa e desiderare che fossi io al loro posto e non loro. Allo stesso tempo, però, sono realistico e riconosco che hanno qualcosa di speciale dentro di loro. Inoltre lavorano durissimo. Non è solo perché hanno talento o per qualche altra ragione che sono così forti: lavorano davvero, davvero tanto. Negli ultimi anni la loro crescita è stata molto migliore della mia”.