Tegola Calhanoglu: il “faro” dell’Inter si spegne, ecco il piano per il rientro
L’Inter deve fare i conti con un’assenza pesantissima nel momento cruciale della stagione. Quello che inizialmente sembrava un semplice cambio precauzionale durante la sfida contro il Napoli si è trasformato in un problema concreto: gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione al soleo della gamba sinistra. Per Hakan Calhanoglu, autore fin qui di una stagione monumentale con 8 gol in 22 gare, si prospetta uno stop di circa 20 giorni. Il tecnico Cristian Chivu perde così l’equilibratore del suo gioco proprio mentre il calendario si fa infuocato, con i nerazzurri impegnati su tre fronti tra campionato, Champions League e Coppa Italia.
Emergenza regia: la staffetta Barella-Zielinski
Senza il turco, le chiavi del centrocampo passeranno necessariamente a Nicolò Barella e Piotr Zielinski. Se l’italiano ha già dimostrato in passato di poter ricoprire il ruolo con dinamismo e grinta, la vera scommessa riguarda il polacco. Zielinski, apparso in ottima condizione fisica nelle ultime uscite, sta imparando a interpretare i compiti di regia con una nuova attitudine, sacrificando la sua natura di incursore per dare ordine alla manovra. A loro Chivu non chiederà solo geometrie, ma un surplus di corsa e sacrificio per non far rimpiangere la qualità balistica e la visione di gioco del numero 20, assente nelle delicate trasferte contro Arsenal e Borussia Dortmund.
Obiettivo Juve e il blocco alle cessioni
La parola d’ordine ad Appiano Gentile è prudenza. Seguendo il nuovo protocollo medico adottato per i rientri di Thuram e Mkhitaryan, Calhanoglu tornerà tra i convocati solo dopo aver completato almeno tre o quattro allenamenti pieni con il gruppo. La data cerchiata in rosso sul calendario è il 15 febbraio, giorno del derby d’Italia contro la Juventus. Nel frattempo, l’infortunio sta condizionando anche le manovre di mercato: la possibile uscita di Davide Frattesi, nel mirino del Galatasaray, potrebbe subire un brusco rallentamento. L’Inter non vuole rischiare di ritrovarsi con la “coperta corta” a metà campo e potrebbe posticipare ogni discorso legato alla cessione dell’ex Sassuolo finché l’emergenza non sarà rientrata.