Sanremo 2027, De Martino pensa alla rivoluzione: doppio vincitore e stop alle Cover?
Le prime indiscrezioni sul Festival targato Stefano De Martino parlano di importanti novità, tra cui una serata dedicata all’Eurovision e un nuovo sistema di assegnazione della vittoria

Mancano ancora diversi mesi al Festival di Sanremo 2027, ma intorno alla prossima edizione iniziano già a rincorrersi le prime indiscrezioni. Quella che dovrebbe andare in scena all’inizio di febbraio sarà un’edizione particolarmente attesa, non solo per il ritorno alla tradizionale collocazione in calendario dopo l’eccezione dello scorso anno legata alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ma anche perché segnerà il debutto di Stefano De Martino alla guida della manifestazione. E proprio il primo Sanremo del nuovo corso potrebbe portare con sé una serie di cambiamenti destinati a far discutere.
L’idea del doppio trionfo
Tra le ipotesi emerse nelle ultime ore c’è quella di introdurre una distinzione tra il vincitore del Festival di Sanremo e il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. L’indiscrezione, riportata da Giuseppe Candela, immagina un meccanismo inedito: da una parte il vincitore ufficiale della kermesse, dall’altra l’artista scelto per difendere i colori italiani nella competizione europea. Una soluzione che consentirebbe di separare le logiche del Festival da quelle dell’Eurovision, cercando di evitare le polemiche che negli ultimi anni hanno spesso accompagnato la scelta del rappresentante italiano. Allo stesso tempo, una simile formula potrebbe risultare particolarmente gradita alle case discografiche e incentivare la partecipazione di nomi importanti della musica italiana.
Una serata Eurovision al posto delle Cover
L’eventuale introduzione del doppio vincitore potrebbe essere accompagnata da un’altra novità significativa. La tradizionale serata Cover, diventata negli anni uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico, potrebbe infatti lasciare il posto a una serata interamente dedicata all’Eurovision. L’idea sarebbe quella di permettere ai cantanti in gara di presentare una versione del proprio brano costruita secondo i criteri dello show europeo, con performance curate nei minimi dettagli sotto il profilo scenografico e coreografico. Un banco di prova utile per valutare quale proposta possa funzionare meglio anche fuori dai confini nazionali. Se confermate, queste modifiche rappresenterebbero una delle trasformazioni più profonde degli ultimi anni per il Festival di Sanremo. Per il momento si tratta soltanto di indiscrezioni, ma il primo Festival firmato Stefano De Martino sembra già destinato a far parlare di sé molto prima dell’accensione delle luci dell’Ariston.