Rovella e Guendouzi ritrovano Tudor: scatta il piano vendetta

Tudor ritrova la Lazio e, quindi, anche Rovella e Guendouzi: i due centrocampisti da scartare, che oggi sono colonne portanti dei biancocelesti
Niccolò Di Leo

Tudor ritrova la Lazio e, quindi, anche Rovella e Guendouzi: i due centrocampisti da scartare, che oggi sono colonne portanti dei biancocelesti

Igor Tudor ritrova il suo passato. I ricordi che riaffioreranno tornando con la Juve allo Stadio Olimpico non saranno così felici come quelli di un ex allenatore che ritrova la sua vecchia squadra, soprattutto come quelli di un ex allenatore che con la sua vecchia squadra ha raccolto i risultati sperati sul campo, portandola in Europa League quando la classifica e il momento non erano favorevoli. Eppure, qualcosa tra lui e la Lazio non ha funzionato ed è stato evidente fin da subito. Certo, l’eredità raccolta era pesantissima. Le dimissioni di Maurizio Sarri avevano creato una spaccatura nell’ambiente biancoceleste e lui avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di collante, riportando serenità all’ambiente. Non ci è mai riuscito. Il rapporto con i tifosi non è mai scoppiato, quello con la squadra si è sempre retto su un filo tesissimo e anche la stampa non è stata mai trattata con i guanti bianchi, spesso anche a causa di risposte evitabili e di una riservatezza incomprensibile.

La spaccatura con Guendouzi

Tudor alla Lazio è un esperimento che non ha funzionato e che si è concluso con le dimissioni del tecnico, costrette anche da una società che gli aveva fatto firmare un contratto pluriennale, ma che è rimasta spiazzata quando il tecnico croato gli ha chiesto di smantellare la rosa per aprire un nuovo ciclo. Una pretesa troppo grande che ha portato a un’inevitabile rottura e a una separazione indolore per entrambe, seppur rumorosa. Non ha aiutato il suo comportamento, non si è aiutata la società e un ruolo decisivo lo ha avuto anche il rapporto con i calciatori. I problemi con Guendouzi erano noti già dai tempi del Marsiglia, quando il centrocampista non prese bene alcune scelte dell’allenatore. I due si sono ritrovati un anno dopo e la ferita era ancora troppo aperta per fingere che non fosse accaduto nulla. L’esito era scontato.

Rovella, ci vuole il fisico!

E così, mentre Guendouzi minacciava l’addio davanti a una permanenza di Tudor, a far le spese del suo atteggiamento sono stati anche altri calciatori come Nicolò Rovella. “Deve crescere fisicamente” disse in una delle tante scellerate dichiarazioni. A distanza di un anno è evidente che il problema non fosse quello. Rovella fisicamente è cresciuto, ma Baroni lo ha valorizzato sotto altre caratteristiche rendo lui e Guendouzi una delle coppie più forti del campionato di Serie A. Proprio loro, che sabato contro la Juve orchestreranno la loro vendetta sportiva per far capire a Tudor che poi, alla fine, dalla parte del torto c’era lui.

Isaksen? No, grazie!

Rovella, Guendouzi, ma non solo. Guardiamo anche più avanti, volgiamo lo sguardo sulla fascia destra ed ecco che esce fuori un altro capolavoro di Baroni che Tudor, al contrario, non ha valorizzato ma bocciato. Gustav Isaksen oggi è un altro calciatore, da gennaio si è trasformato diventando un punto fermo di una Lazio che lo ha saputo aspettare e che, se avesse, invece, seguito le indicazioni di Tudor lo avrebbe messo sullo stesso aereo di Rovella e Guendouzi, lontano da Roma, verso chissà quale destinazione.  È da loro, e non può essere altrimenti, che ci si aspetta qualcosa di diverso in vista di sabato. Dal poco fisico Rovella, dal funesto Guendouzi e dal non adatto Isaksen. Quei calciatori che per Tudor avrebbe dovuto lasciare la Lazio e che, oggi, invece, hanno la grande possibilità di portarla in Champions League.  

Niccolò Di Leo

Potrebbe interessarti

Premier League, Bruno Fernandes da record: 21 assist, mai nessuno come lui
Il capitano del Manchester United riscrive la storia della Premier League: 21 assist in stagione e premio di MVP
Premier League, De Zerbi salva il Tottenham: a retrocedere è il West Ham
Il West Ham saluta la Premier League nonostante il 3-0 al Leeds. Il gol di Palhinha salva il Tottenham di De Zerbi
Premier League, commozione a Manchester: anche papà Valentì presente all’ultima di Guardiola
Nell’ultima partita di Premier League per Pep Guardiola sulla panchina del City presente a Etihad anche papà Valentì
Giovanni Simeone, attaccante del Torino
Simeone, c’è il derby: caccia al record e futuro tutto da scrivere
Il Cholito cerca il gol contro la Juve. Potrebbe essere la sua ultima gara con il Torino
Pedro (foto Getty Images)
Lazio, Pedro saluta con un gol. Futuro incerto
Lo spagnolo firma la rimonta contro il Pisa nell'ultima partita in biancoceleste e viene sollevato in trionfo dai compagni
Inter, Diouf brilla contro il Bologna e lancia segnali per il futuro 
L’Inter ha chiuso la stagione con un pareggio sul campo del Bologna, riacciuffato in extremis grazie alla rete di Diouf arriva all’85° minuto del secondo tempo. Il francese è stato schierato titolare da Chivu, autore di un’ottima prova in qualità di esterno. Il classe 2003 infatti, è stato schierato largo a destra a tutta fascia dando buonissime sensazioni. Diouf si è reso protagonista con un’azione personale al 64° minuto del match: dribbling in mezzo a due avversari e conclusione sul palo che ha propiziato il tap-in di Esposito. A ridosso del triplice fischio una meritata gioia personale: il suo primo gol. Si è involato verso la porta servito da Topalovic e ha spiazzato Skorupski. È stata la sua prima rete in Serie A per il transalpino che in stagione aveva segnato solamente in Coppa Italia contro l Venezia. “Sono contento di questa partita, del primo goal in Serie A. Una bella soddisfazione all'ultima giornata”, il commento a caldo del francese dopo il triplice fischio. Un segnale positivo per il futuro che Chivu ha molto apprezzato: “Sono contento per la loro pazienza. Fanno vedere che possono stare in questa squadra. Abbiamo cercato di dargli il supporto necessario. Diouf ha fatto vedere quello che può dare, ma lo sapevamo”.
Il record di Cinà, primo 2007 a qualificarsi per uno Slam: il precedente di Sinner e Alcaraz
Per la prima volta in carriera Cinà si trova nel tabellone principale di un torneo dello Slam
Lukas Podolski
Podolski, dal campo alla scrivania: si ritira e diventa proprietario del Gornik Zabrze
A 40 anni l’ex Bayern Monaco e Inter ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo: ecco cosa farà adesso
Dimarco irreale: assist, gol e una stagione da record
Il laterale mancino ha un ruolo sempre più centrale nella produzione offensiva dell’Inter: nessuno come lui nei top cinque campionati europei
Pedro (foto Getty Images)
Lazio, è il giorno dell’addio di Pedro: dopo oltre 200 presenze si chiude il ciclo biancoceleste
Lo spagnolo ha lasciato il segno a Roma e questa sera dirà addio alla Lazio dopo quattro stagioni
Napoli, la parabola di Anguissa: da intoccabile a possibile partente
L'inizio di stagione del centrocampista è stato brillante, ma gli infortuni hanno cambiato le carte in tavola e il suo futuro è in bilico