362 giorni di Serie A per il Pisa: i nerazzurri retrocedono con tre giornate di anticipo

Il Pisa retrocede in Serie B dopo una sola stagione in Serie A dopo 362 giorni. La sconfitta casalinga contro il Lecce nell’anticipo di venerdì 1 maggio rende aritmetico un verdetto che da settimane sembrava inevitabile, chiudendo nel modo più amaro un’annata partita con entusiasmo e finita tra difficoltà e risultati deludenti.
La stagione dei nerazzurri
I numeri raccontano tutto: ultimo posto con 18 punti in 35 partite, appena due vittorie e un rendimento insufficiente sia in casa che fuori. Decisiva l’incapacità di fare punti negli scontri diretti e di cambiare marcia nei momenti chiave. A metà stagione è arrivato anche l’esonero di Alberto Gilardino, sostituito da Oscar Hiljemark. Il cambio in panchina, però, non ha portato la svolta sperata: dopo una lieve ripresa iniziale, i risultati sono peggiorati ulteriormente, con una media punti addirittura più bassa rispetto alla gestione precedente, da 0.61 a 0.30.
Il momento di ricostruire
Tra le cause principali della retrocessione, spiccano le difficoltà offensive, con ben 19 partite senza segnare, e una difesa troppo fragile (63 gol subiti in 35 partite). La squadra non ha mai trovato equilibrio, pagando errori e cali di concentrazione. Il ritorno in Serie A, festeggiato appena un anno fa, si è rivelato troppo impegnativo e il Pisa non è riuscito a dimostrarsi all’altezza. Ora per i toscani si apre una nuova fase: ripartire dalla Serie B, ricostruire, imparare dai propri errori e provare a dare nuova solidità al progetto.