L’Atalanta conferma la propria vocazione di club virtuoso e proiettato verso il futuro, anche grazie alla cessione a peso d’oro di Marco Palestra al Chelsea: un affare da ben 60 milioni di euro per un calciatore entrato nel vivaio nerazzurro a soli dieci anni, valorizzato dal progetto dell’Under 23 ed esploso definitivamente durante il prestito al Cagliari. Prima dell’annuncio ufficiale, il classe 2005 ha voluto congedarsi dall’ambiente bergamasco con un messaggio colmo di gratitudine: “Sono arrivato a Bergamo da bambino. L’Atalanta è stata molto più di un club: è il posto in cui sono cresciuto come calciatore e come persona. Qui ho avuto la possibilità di inseguire i miei sogni, vivendo emozioni che non dimenticherò mai. Grazie alla famiglia Percassi, ai dirigenti, agli allenatori, a tutto lo staff, ai miei compagni e ai tifosi per aver creduto in me e aver fatto parte di questo straordinario percorso iniziato undici anni fa. Grazie“.
La strategia dell’Atalanta
Nonostante l’arrivo della nuova gestione tecnica e societaria guidata da Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli, la strategia dell’Atalanta non cambia e i fondi incassati verranno in parte destinati al monitoraggio dei migliori prospetti italiani, sebbene le priorità per la prima squadra rimangano due o tre innesti a centrocampo. In quest’ottica la Dea ha già bloccato per quattro milioni di euro più bonus Diego Perillo e Francesco Olivieri, strappandoli alla concorrenza della Juventus dopo la conquista dello Scudetto Under 17 con l’Empoli di Lorenzo Tonelli. Olivieri è un centrocampista classe 2010 di grande prospettiva, mentre Perillo è un attaccante classe 2009 reduce da una stagione superlativa da 27 reti in 26 partite, impreziosita dal trionfo all’Europeo Under 17 con l’Italia di Franceschini, dove ha firmato il gol del debutto contro la Francia e il rigore decisivo nella finalissima contro il Belgio.