De Zerbi e il Tottenham: la strada verso la rinascita
Sette partite per salvarsi, poi un progetto nuovo nelle mani di un allenatore tanto discusso quanto ambizioso

Dopo giorni di intense trattative, è arrivata la prevedibile ufficialità: Roberto De Zerbi, dopo il suo addio tribolato al Marsiglia, torna subito in corsa e riparte da un Tottenham disperatamente a caccia di un nuovo inizio, ma ancor prima di un lieto fine. Il tecnico italiano ha accettato l’offerta a lunghissimo termine degli Spurs, che hanno individuato il suo calcio così peculiare e a tratti discusso per gettare le basi di un futuro in cui tutto andrà affrontato in un altro modo rispetto al così tanto misero presente. Ma prima la missione si chiama salvezza, con un percorso a ostacoli che non ammette nessun passo falso.
La strada verso la luce
Dopo lo 0-3 subito dal Nottingham Forest il Tottenham è infatti 17° in classifica con un solo punto di vantaggio sul West Ham, prima delle tre formazioni attualmente in zona retrocessione. Un margine praticamente inesistente che De Zerbi dovrà difendere con le unghie e con i denti, passando per sette autentiche finali. In due mesi scarsi l’italiano si gioca già tutto: si parte a Sunderland, poi il confronto tutto cuore con il suo amato ex club Brighton e quindi l’incrocio esterno con il Wolverhampton. Infine due brutte trasferte contro Aston Villa e Chelsea, intervallate dalla sfida all’Hotspur Stadium con il Leeds, prima del “gran finale” in casa contro l’Everton.
Anno zero
Se l’obiettivo salvezza sarà centrato, per il Tottenham sarà tabula rasa: De Zerbi sarà il perno centrale di una ripartenza necessaria, dopo stagioni di puro anonimato esclusa la vittoria dell’ultima Europa League. Un trofeo che di certo non basta a giustificare anni di errori sul piano tecnico e gestionale. Ma la sfida non spaventa il tecnico, che stando alle sue prime dichiarazioni al sito ufficiale del club ha già le idee molto chiare: “In tutti i miei colloqui con la dirigenza del club, la loro ambizione per il futuro è stata chiara: costruire una squadra capace di raggiungere grandi traguardi, e farlo praticando un calcio che entusiasmi e ispiri i nostri tifosi. Sono qui perché credo in questa ambizione e ho firmato un contratto a lungo termine per dare il massimo e contribuire a realizzarla”. Un entusiasmo contagioso, che ora però dovrà essere tradotto in primis in un viaggio immediato verso porti più sicuri. Prima di salpare di nuovo e stavolta, chissà, magari verso la gloria.