Luciano Spalletti (Photo by ANP via Getty Images)

I dubbi dell’affranto Spalletti: ora valuta anche le dimissioni

Luciano è molto deluso dal tracollo emotivo della squadra: la mancata qualificazione in Champions è solo la punta dell'iceberg
Iacopo Erba

Luciano è molto deluso dal tracollo emotivo della squadra: la mancata qualificazione in Champions è solo la punta dell’iceberg

Luciano Spalletti (Photo by ANP via Getty Images)

C’erano segnali che qualcosa si stesse incrinando, ma probabilmente nessuno immaginava che Luciano Spalletti potesse arrivare addirittura a riflettere sulle dimissioni dalla Juventus. Eppure il clima che filtra attorno alla Continassa racconta proprio questo: un allenatore deluso, svuotato, quasi tradito da una squadra che sembrava aver finalmente recepito le sue idee e che invece, nel momento decisivo della stagione, si è sciolta sotto la pressione di arrivare a un risultato per la verità tutt’altro che impossibile da raggiungere. Il tecnico pensava di aver rimesso ordine, di aver dato una struttura tattica e soprattutto mentale a un gruppo fragile, ma il tracollo delle ultime settimane ha riportato tutto al punto di partenza, alimentando dubbi profondi sul valore reale della rosa e sulla tenuta emotiva dello spogliatoio. Più ancora dei risultati, secondo La Stampa, ad aver colpito il tecnico sarebbe stata la totale assenza di personalità mostrata dalla squadra nei passaggi chiave del campionato.

Non semplici parole

Le parole pronunciate dopo la sconfitta contro la Fiorentina non sembrano allora essere state casuali. Quando Spalletti ha parlato apertamente della possibilità di “mettersi in discussione”, il messaggio andava ben oltre il semplice sfogo del post partita. Dentro quella frase c’era tutta la frustrazione di un allenatore che probabilmente si aspettava una reazione diversa dal gruppo, soprattutto dopo mesi di lavoro complicati ma apparentemente produttivi. Ora invece il derby contro il Torino assume contorni pesantissimi: non soltanto per la corsa Champions, ma per la sopravvivenza stessa del progetto tecnico. Senza qualificazione all’Europa che conta, la Juventus rischierebbe un ridimensionamento inevitabile e molti dei rinforzi richiesti da Spalletti potrebbero restare soltanto idee. In questo scenario, continuare avrebbe senso solo con garanzie che oggi sembrano molto lontane.

Guardarsi allo specchio

A rendere ancora più instabile il quadro c’è poi la situazione societaria. I rapporti tra Spalletti e Damien Comolli non sarebbero mai davvero decollati e la sensazione è che alla Juventus manchi oggi una linea forte e condivisa. Anche il futuro dell’amministratore delegato appare intanto incerto, dettaglio che inevitabilmente complica ogni programmazione. Ed è proprio questa precarietà generale a rendere credibile uno scenario che fino a poche settimane fa sarebbe sembrato a chiunque estremo e persino folle. Se davvero dovesse arrivare una separazione, per Spalletti sarebbe un altro colpo durissimo dopo l’addio alla Nazionale italiana: due progetti consecutivi naufragati prima del tempo, due contesti in cui il tecnico avrebbe percepito di non essere riuscito a incidere fino in fondo. E a quel punto, più che una questione tattica, diventerebbe inevitabile interrogarsi sul perché anche uno come lui fatichi oggi a trovare continuità ai massimi livelli.

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