Il Como fa la Storia: la Champions League approda in riva al Lago

Sette anni fa i lariani erano in Serie D, oggi festeggiano un traguardo incredibile. Ed è solo l’inizio
Vincenzo Lo Presti
Como tifosi, Getty Images

Sette anni fa i lariani erano in Serie D, oggi festeggiano un traguardo incredibile. Ed è solo l’inizio

Como tifosi, Getty Images

Per la prima volta nella sua storia il Como si qualifica in Champions League, entrando in un territorio che fino a poco tempo fa sembrava inimmaginabile. Solo sette anni fa, infatti, il club lombardo militava in Serie D, oggi, invece, non si pone più limiti e sogna in grande. Quella dei lariani è una di quelle storie che riconciliano con il calcio. Sì, perché a volte Davide può veramente battere Golia. Ed è proprio quello che è successo al Como, capace di piazzarsi davanti a corazzate storiche del nostro campionato come Milan e Juve

Como in Champions League: l’incredibile stagione dei ragazzi di Fabregas

La squadra ha trovato identità, equilibrio e una notevole capacità di adattamento ai diversi momenti del campionato. Le vittorie contro avversarie dirette e la costanza nei risultati contro le cosiddette “medio-piccole” hanno permesso al Como di restare stabilmente nella parte alta della classifica fino al traguardo finale. Determinante è stata anche la capacità del gruppo di non farsi travolgere dalla pressione nel finale di stagione, quando la corsa Champions si è trasformata in una battaglia a più squadre. Le sconfitte consecutive contro Inter (3-4 in rimonta dopo essere stati avanti 2-0) e Sassuolo (2-1) sembravano aver chiuso definitivamente i giochi, ma proprio in quel momento il gruppo ha mostrato una lucidità sorprendente per una squadra senza esperienza ai vertici della Serie A.

I numeri della stagione del Como

I numeri parlano chiaro e difficilmente mentono. Con 65 gol all’attivo il Como ha chiuso con il secondo attacco più prolifico del torneo dopo l’Inter campione d’Italia (89). La solidità difensiva, però, è stato il vero punto di forza della squadra: con appena 29 reti incassate in 38 gare, infatti, quella lariana è la meno battuta della Serie A 2025-26. Butez ha collezionato poi ben 19 clean sheet (Svilar si è fermato a 18 mentre Sommer, estremo difensore titolare della formazione campione d’Italia,  ha chiuso a 16): praticamente ha abbassato la saracinesca per la metà delle partite disputate. La profondità e la qualità della rosa, poi, ha consentito a Cesc Fabregas di mandare in gol 17 marcatori differenti. Meglio di tutti ha fatto il greco Anastasios Douvikas, capocannoniere della squadra con 14 centri. In doppia cifra anche Nico Paz, a quota 12, mentre completano il podio Lucas Da Cunha (il rigorista dei lariani) e Martin Baturina, entrambi sei reti.

Il progetto Como: identità, crescita e una scalata senza precedenti

La qualificazione in Champions League è il punto più alto di un progetto costruito con pazienza e visione, ma non è arrivata per caso, ma attraverso una crescita graduale che ha unito ambizione sportiva e stabilità gestionale. Negli ultimi anni la famiglia Hartono ha investito in infrastrutture, organizzazione e ha costruito una rosa in grado di competere ai massimi livelli. La Serie A 2025-26 ha dunque rappresentato la consacrazione di questo percorso. Fondamentale è stato anche il contributo dell’allenatore, Cesc Fabregas, capace di dare un’identità precisa alla squadra: intensità, coraggio nelle scelte e una proposta di gioco improntata sul possesso palla e la supremazia territoriale anche contro avversari più attrezzati. Il Como ha spesso scelto di non speculare, ma di giocare, anche nei momenti più difficili della stagione. Questo approccio ha pagato, trasformando una neopromossa ambiziosa in una realtà ormai consolidata del nostro campionato.

Como in Champions League: cosa significa la prima storica qualificazione

La qualificazione del Como alla Champions League ha un impatto che va oltre il campo. Per il club è una svolta economica, sportiva e simbolica. L’ingresso nell’élite europea significa maggiore visibilità, nuovi ricavi e la possibilità di attrarre profili di livello superiore sul mercato. Ma soprattutto significa credibilità. Il Como diventa una realtà che non può più essere considerata una semplice sorpresa, ma una presenza stabile nel nuovo equilibrio del calcio italiano. La Champions, per una piazza come quella lariana, è anche un’occasione per consolidare un’identità moderna, internazionale e ambiziosa. Per la città, invece, è un sogno che si materializza. Il Lago, le sue suggestioni, il suo immaginario elegante e discreto, entrano nel calcio che conta davvero. E lo fanno senza forzature, ma con naturalezza, dalla porta principale. Ora la sfida sarà più grande: trasformare una favola in un progetto duraturo. Perché la Champions non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio.

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