Il reset del Milan costa tantissimo: oltre 20 milioni per gli addii

Da Allegri al quadro dirigenziale, la proprietà del Diavolo sarà costretto a sborsare una cifra enorme per suggellare il repulisti della sua area sportiva
Iacopo Erba

Da Allegri al quadro dirigenziale, la proprietà del Diavolo sarà costretto a sborsare una cifra enorme per suggellare il repulisti della sua area sportiva

Il terremoto societario esploso in casa Milan dopo il fallimento nella corsa Champions continua a lasciare strascichi pesanti sia sul piano tecnico che su quello finanziario. La rivoluzione avviata da Gerry Cardinale ha portato a una serie di decisioni drastiche che hanno coinvolto l’intera area sportiva e manageriale del club rossonero. A lasciare saranno infatti Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada, protagonisti di un progetto fallimentare che non è riuscito a raggiungere gli obiettivi fissati dalla proprietà. E oltre al danno sportivo derivante dall’esclusione dalla Champions il Milan rischia ora di dover sostenere costi molto elevati legati ai contratti ancora in essere dei dirigenti e dello staff tecnico sollevati dai rispettivi incarichi.

Il caso Allegri nel dettaglio

La posizione economicamente più delicata riguarda senza dubbio quella di Massimiliano Allegri. L’allenatore livornese aveva firmato un accordo valido fino al 2027 da circa 5 milioni di euro netti a stagione, pari a circa 9 milioni lordi complessivi all’anno. Numeri importanti che ora pesano inevitabilmente sulle strategie del club, soprattutto in assenza degli introiti garantiti dalla qualificazione in Champions League. Il Milan spera di poter alleggerire almeno in parte questo impatto attraverso una possibile risoluzione consensuale o grazie all’interesse di altri club pronti a puntare sull’ex tecnico della Juventus già nei prossimi mesi. In questo senso restano da monitorare eventuali sviluppi legati al Napoli, alla Nazionale italiana o ad altre società che potrebbero decidere di affondare il colpo. Una nuova sistemazione di Allegri consentirebbe infatti ai rossoneri di ridurre sensibilmente il peso economico dell’esonero.

Tabula rasa

Anche sul fronte dirigenziale i costi potenziali sono tutt’altro che marginali. Giorgio Furlani rappresenta il caso economicamente più oneroso: l’ex amministratore delegato aveva infatti recentemente rinnovato fino al 2028 con un accordo da circa 3 milioni di euro netti a stagione più bonus, cifra che porta il peso complessivo del contratto attorno ai 10 milioni lordi. A questi vanno aggiunti i costi relativi a Igli Tare, legato al Milan da un triennale da circa 800 mila euro netti annui, equivalenti a circa 3 milioni lordi complessivi. Situazione differente invece per Geoffrey Moncada: il dirigente era vicino al rinnovo, ma il nuovo contratto non sarebbe mai stato depositato ufficialmente. Per questo motivo il Milan dovrà corrispondergli soltanto quanto previsto fino alla naturale scadenza fissata al 30 giugno. Tutte cifre che, almeno per il momento, restano teoriche e che potrebbero essere ridimensionate attraverso accordi transattivi tra il club e i diretti interessati.

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