Italia, Guardiola si era già candidato: il sogno (non) proibito di Pep
Guardiola si era già proposto per allenare una nazionale, oggi il suo nome viene accostato all’Italia
Pep Guardiola commissario tecnico della Nazionale italiana? L’indiscrezione lanciata questa mattina dalla Gazzetta dello Sport stuzzica le fantasie dei tifosi azzurri. Il calcio italiano riparte da uno degli allenatori più rivoluzionari di sempre. L’idea non è male. Ma è seriamente realizzabile? Le condizioni in cui versa oggi il nostro Paese dal punto di vista calcistico sono drammatiche. Serve un cambiamento profondo che prescinda dalla panchina della Nazionale maggiore, ma riparta dalle istituzioni e dal rapporto con i club per creare un tutt’uno funzionale al progresso. La panchina dell’Italia è importante, ma forse non prioritaria per una FIGC che, in ogni caso, dovrebbe presentarsi da Guardiola con un progetto serio e lungimirante, che vada oltre il proprio naso e guardi a un futuro roseo.
Il sogno di Guardiola…
Dal canto suo, Pep Guardiola è da sempre legato all’Italia. In Serie A ha giocato con il Brescia di Baggio e ha indossato la maglia della Roma. Nel corso della sua carriera non ha mai nascosto l’affetto nei confronti dello Stivale e del calcio italiano, ma forse non al punto da caricarsi sulle spalle i tanti oneri e i pochi onori che spettano oggi al futuro commissario tecnico. Eppure, l’occasione c’è. Guardiola a fine stagione potrebbe lasciare il Manchester City e nella testa degli italiani rimbombano quelle parole che aveva pronunciato qualche anno fa e che tengono in piedi un sogno che oggi sembra irrealizzabile: “Mi piacerebbe essere a un Mondiale, a un Europeo, a una Copa America” aveva detto Pep. E la mente va subito a Euro2028, a quell’appuntamento che l’Italia non può mancare. “Ci ho sempre pensato, ma dipende da tante, tante cose” ha poi aggiunto l’ex Barça.
Il futuro di Guardiola
Oggi Guardiola è saldo sulla panchina del City e sogna di alzare al cielo un altro titolo dopo una rimonta da sogno sull’Arsenal. Ma a fine stagione dovrà riflettere e parlare con la società. Pep dovrà valutare anche le possibili alternative e la sensazione è che se dovesse esserci la minima possibilità l’Italia e, quindi, la FIGC non esiterebbe ad alzare la cornetta e a presentargli le proprie idee.