Nicolò Tresoldi (Getty Images)

Italia, una generazione a rischio: le altre nazionali tentano lo scippo Azzurro

L’Italia, privata per la terza volta consecutiva del Mondiale, rischia di perdere una generazione di giovani calciatori cercati da altre nazionali
Michele Cerrotta
Nicolò Tresoldi (Getty Images)

L’Italia, privata per la terza volta consecutiva del Mondiale, rischia di perdere una generazione di giovani calciatori cercati da altre nazionali

Nicolò Tresoldi (Getty Images)
Nicolò Tresoldi (Getty Images)

Oltre il danno la beffa. C’è un’intera generazione di Azzurri che rischia di non indossare mai la maglia dell’Italia. Alcuni, salvo ribaltoni poco probabili, già ne sono certi. E tanti altri rischiano di seguirli. Si tratta di quei giovani talenti in possesso di doppio passaporto, a volte anche costretti a emigrare per cercare spazio e fortuna, e oggi ambiti dalle altre nazionali.

Il caso più eclatante

Tra questi forse il più noto è Nicolò Tresoldi. Classe 2004, è un attaccante nato a Cagliari e cresciuto a Gubbio, poi trasferitosi in Germania a 13 anni. Lì, ad Hannover, è rimasto fino allo scorso anno quando il Bruges lo ha portato in Belgio per 8 milioni più bonus, ricevendo in cambio 16 gol tra campionato e coppe, Champions compresa. L’Italia però si è svegliata tardi e Tresoldi ha scelto di vestire la maglia della Germania (oltre a quella dell’Argentina che potrebbe scegliere per mamma Barbara). 

Il regolamento

Ma un calciatore può cambiare nazionale lungo la sua carriera? Sì, secondo la FIFA. Ma a determinate condizioni. Per iniziare, non deve aver giocato nella fase finale di un torneo mondiale o continentale. Al momento dell’esordio deve essere inoltre già in possesso del passaporto della seconda nazione e deve aver giocato al massimo tre partite con la selezione senior, inclusi i match non ufficiali. Queste gare devono essere state giocate prima dei 21 anni e prima di iniziare la nuova avventura il calciatore in questione dovrebbe aspettare almeno tre anni dall’ultima presenza.

Gli altri nomi

Se per Tresoldi la situazione sembra ormai compromessa, diverso è il discorso per Matteo Palma, diciottenne nato a Berlino da papà italo-austriaco e mamma tedesco-camerunese. Il difensore ha già giocato per entrambe le nazionali, con l’Italia in Under 15 e poi con la Germania subito dopo. La scelta non è ancora compiuta ma di certo gli Azzurri non devono perdere tempo. Come del resto con Michael Kayode, convocato sì ma solo dall’Under 21 nonostante in Premier League sia considerato uno dei migliori terzini del campionato. E allora attenzione alla Nigeria, che potrebbe tentare lo scippo a stretto giro. Interesse certo invece della Polonia per Thomas Campaniello, campione d’Europa Under 17 con gli Azzurri. Sognano il Mondiale 2030 con l’Italia, invece, Jamal Idrissou e Antonio Arena, il primo nato in Italia da genitori ghanesi e il secondo nato a Sidney ma con nonni italiani. La lista di giovani talenti è però lunga: da Samuele Inacio, figlio di Pià e in possesso quindi anche di passaporto brasiliano, a Alphadjo Cisse, già all’esordio con l’Under 21 prima dell’infortunio e in possesso anche di passaporto guineano. Origini nigeriane poi per Jeff Ekhator, ivoriane per Seydou Fini, spagnole per Daniel Curcio, australiane Danilo Trefiletti e brasiliane Matteo Papaccioli. Per una lista che non finisce qui, ma che sarebbe importante tenere ben presente tra FIGC Coverciano.

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