Juventus, Zhegrova al capolinea: il Besiktas fiuta il grande colpo
L’investimento da oltre 15 milioni di euro effettuato la scorsa estate per portare Edon Zhegrova a Torino si è rivelato, ad oggi, uno dei capitoli meno brillanti del mercato bianconero. L’esterno offensivo kosovaro, prelevato dal Lilla con grandi aspettative, non è mai riuscito a incidere, accumulando un minutaggio irrisorio — appena 447 minuti in tutte le competizioni — senza mai trovare la via del gol né mettere a referto assist vincenti. Le gerarchie di Luciano Spalletti sono apparse molto chiare fin da subito, relegando il giocatore ai margini: il dato degli ultimi 5 match, che lo hanno visto impiegato per soli 3 minuti complessivi, testimonia come il classe ’99 sia ormai fuori dalle rotazioni principali.
Il Besiktas fa sul serio per Zhegrova
Con l’avvicinarsi della sessione estiva di mercato, la separazione appare inevitabile. Il futuro del kosovaro potrebbe restare tinto di bianconero, ma in terra turca: secondo quanto riportato dal quotidiano Fanatik, il Besiktas avrebbe avviato i primi contatti con l’entourage del giocatore per sondare la fattibilità dell’operazione. Il club turco starebbe facendo le cose in grande: l’allenatore Sergen Yalcin e il coordinatore Serkan Recber avrebbero già posto il profilo in cima alla lista degli obiettivi, mentre il presidente Serdal Adali sarebbe pronto a scendere in campo in prima persona per definire i dettagli contrattuali e sbloccare la trattativa.
Zhegrova, tra passato amaro e nuova speranza
Il percorso di Zhegrova è segnato da un paradosso sportivo: pilastro indiscusso della nazionale del Kosovo, con cui ha collezionato 46 presenze e 5 reti, non è riuscito a replicare lo stesso impatto nel calcio italiano. Nel suo palmarès di ricordi agrodolci spicca la finale dei play-off per i Mondiali persa proprio contro la Turchia, la nazione che ora potrebbe offrirgli una nuova opportunità di rilancio. A 27 anni, il giocatore si trova di fronte a un bivio fondamentale: restare a Torino in cerca di un’improbabile risalita nelle gerarchie, oppure accettare la corte di Istanbul per ritrovare quella centralità tecnica smarrita dopo l’addio alla Ligue 1.