Kalulu rompe il silenzio sul caso Bastoni: “Ho spento tutto. Ora voglio…”

Il difensore della Juventus Pierre Kalulu analizza il momento delicato tra l'ingiusta espulsione subita contro l'Inter e il tracollo europeo di Istanbul
Giordano Grassi
Pierre Kalulu (Getty Images)

Dopo le scottanti polemiche che hanno seguito il Derby d’Italia e il periodo di silenzio mediatico per preservare la propria serenità, Pierre Kalulu è tornato a parlare. In una lunga intervista concessa a L’Equipe, infatti, il centrale bianconero ha spiegato come la gestione della rabbia post-Inter sia stata puramente razionale: per non alimentare la delusione di un’espulsione ritenuta ingiusta da tutto l’ambiente juventino, il difensore francese ex Milan ha preferito isolarsi completamente. “Ho spento il telefono per non alimentare la frustrazione“, ha ammesso, sottolineando come ormai sia inutile recriminare su una sanzione che la giustizia sportiva non ha voluto revocare.

Kalulu tra Istanbul e il caso Bastoni

Il difensore francese ha voluto anche sgombrare il campo da possibili giustificazioni riguardanti il pesante 5-2 subito contro il Galatasaray nell’andata dei play-off di Champions League. Molti osservatori avevano ipotizzato che il nervosismo per l’arbitraggio di La Penna e l’episodio della simulazione di Bastoni avessero tolto lucidità alla squadra nella trasferta turca, ma Kalulu è stato categorico: “Non credo che sia andata così, sembrerebbe cercare scuse. E invece abbiamo sbagliato la partita“. Una prova di maturità che sposta l’attenzione dalle decisioni arbitrali alla responsabilità collettiva di un gruppo che deve ritrovare solidità difensiva in vista dei prossimi impegni cruciali.

Il sogno Mondiale di Kalulu

Oltre alle vicende di club, lo sguardo di Kalulu è rivolto con decisione all’imminente rassegna iridata. Nonostante non vesta la maglia dei Bleus da quasi un anno, le prestazioni offerte sotto la cura Spalletti lo hanno riportato prepotentemente nei radar del ct Deschamps. “La nazionale è il top per qualsiasi giocatore, un sogno d’infanzia. Mi sento pronto per il Mondiale“, ha dichiarato con orgoglio.

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