La Nazionale a Coverciano: tra l’ossessione Mondiale e il “gran rifiuto” di Chiesa
L’aria che si respira a Coverciano non è quella della grande occasione, ma quella dell’ultima spiaggia. Il raduno azzurro in vista del playoff contro l’Irlanda del Nord è iniziato sotto il peso di una storia recente fatta di fallimenti e la necessità vitale di interrompere un digiuno mondiale che dura ormai dal 2014. La tensione è palpabile: la sala stampa era gremita come raramente si è visto negli ultimi anni, con il capo delegazione Gianluigi Buffon e il presidente della Figc Gabriele Gravina seduti in prima fila a testimoniare che, stavolta, nessuno può permettersi di sbagliare. Gennaro Gattuso ha parlato con la consueta schiettezza, sottolineando come la maglia della Nazionale in questo momento scotti più del solito. È una sfida totale contro i fantasmi di Svezia e Macedonia del Nord, una missione da compiere a ogni costo, compreso quello di dover “andare in America a nuoto”, per citare la determinazione dei vertici federali.
Il caso Chiesa scuote la Nazionale
Il vero terremoto del raduno riguarda però Federico Chiesa. Il classe ’97 ha deciso di abbandonare il ritiro e tornare a Liverpool, ufficialmente per dei fastidi fisici, nonostante avesse partecipato – pur per soli 13′ – al match giocato col Brighton solo pochi giorni prima. Si tratta del quarto episodio simile in pochi mesi: già a settembre, ottobre e novembre l’esterno si era sfilato dalle convocazioni parlando di una condizione non ottimale. Se in precedenza Gattuso aveva cercato di fare da scudo al giocatore, parlando di scelte condivise e necessità di recupero, oggi la narrazione cambia. Il confronto con chi è rimasto a Coverciano pur essendo infortunato, come Scamacca, rende il “gran rifiuto” di Chiesa ancora più amaro. La sensazione è che l’ex juventino non senta più “sua” questa Nazionale proprio nel momento del massimo bisogno, una scelta di cui l’ambiente azzurro prenderà sicuramente nota.
I grandi esclusi da Gattuso in Nazionale
Senza Chiesa, il CT ha scelto di puntare sulla continuità del gruppo piuttosto che sulla forma del momento, richiamando Nicolò Cambiaghi. L’attaccante del Bologna non sta vivendo la sua stagione migliore, ma Gattuso lo considera un elemento affidabile all’interno dello spogliatoio costruito in questi mesi. Questa filosofia ha portato a esclusioni eccellenti che stanno facendo discutere: sebbene Zaniolo stia vivendo probabilmente la miglior stagione della carriera, il tecnico ha preferito lasciarlo a casa insieme a Berardi, Bernardeschi e Ruggeri. La linea è chiara: avanti con chi c’è sempre stato, minimizzando i cambi per non alterare gli equilibri interni.