La strana coincidenza tra Juric e Giampaolo

I due tecnici accomunati in negativo: sono gli unici ad essere stati esonerati due volte nello stesso esatto giorno
Iacopo Erba

I due tecnici accomunati in negativo: sono gli unici ad essere stati esonerati due volte nello stesso esatto giorno

Si raccontava ieri del giorno nero di Ivan Juric: esonerato il 10 novembre 2024 dalla Roma, messo alla porta un anno esatto dopo nello stesso esatto giorno dall’Atalanta dopo un avvio di campionato da sole due vittorie in 11 partite e un ritardo in classifica, ma soprattutto una gestione del gruppo ingiustificabile. Un quasi unicum nella storia del nostro massimo campionato, perché c’è stato infatti un altro allenatore che ha avuto la sfortuna di ricevere l’ultima stretta di mano nella stessa esatta data, seppur non per due anni consecutivi. Si tratta di Marco Giampaolo, con cui Juric condivide un passato al Torino e, a quanto pare, una lunga storia di incomprensioni.

Il più esonerato

A Giampaolo, in realtà, capitò a 10 anni di distanza. Il primo dei due addii avvenne il 18 gennaio 2011 a Catania, in quella che si trattò di una decisione congiunta di “risolvere il rapporto contrattuale”. Nel 2021, invece, un esonero in piena regola dal Torino dopo un’esperienza ricca di alti e bassi. Sono due dei nove precedenti per il tecnico di Bellinzona, di cui ben otto in Serie A: un poco invidiabile record, visto che si tratta dell’allenatore allontanato più volte nella storia della competizione. Di certo Ivan Juric non avrà alcuna intenzione di imitarlo e proverà a ripartire con entusiasmo nella sua prossima esperienza, anche se dopo un anno del genere non sarà semplice raccogliere idee ed energie.

Arriva Palladino

Intanto, a Zingonia inizia oggi la nuova era Palladino: il tecnico è arrivato da poco a Zingonia e assieme a tutti i massimi rappresentanti della dirigenza dell’Atalanta è pronto a mettere nero su bianco il contratto che lo legherà al club nerazzurro fino al 2027. La sua missione sarà quella di rivalorizzare interamente un materiale umano di grande livello e, soprattutto, responsabilizzare un gruppo che con l’ormai vecchio allenatore non riusciva proprio a capirsi. Una missione delicata, ma non impossibile per quello che a Firenze è sembrato un motivatore nato, al di là anche lì di alcuni screzi lato società. La Dea prova a riparare ai propri errori, mentre Juric si lecca ancora una volta le ferita.

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