Svolta Milan, Ruben Amorim in pole position: accordo vicino per la panchina
I lunghissimi e tormentati colloqui di casa Milan per l’individuazione del nuovo allenatore hanno finalmente partorito un nome forte in pole position: si tratta di Ruben Amorim. Il tecnico portoghese di 41 anni, reduce da un’avventura complicata sulla panchina del Manchester United ma forte di un passato glorioso allo Sporting Lisbona (dove ha conquistato due scudetti), ha avuto un faccia a faccia estremamente positivo con la dirigenza rossonera. Amorim ha mostrato un’apertura totale all’ipotesi di sbarcare in Serie A, offrendo una boccata d’ossigeno a un club reduce da diversi rifiuti in questa delicata fase di ricostruzione. Per lui è pronto un contratto biennale con opzione per il terzo anno a circa 3,5 milioni di euro a stagione più bonus. Il portoghese ha superato la concorrenza di Matthias Jaissle, bloccato da una clausola rescissoria da 6 milioni di euro con l’Al-Ahli, e di Oliver Glasner, ormai scivolato in fondo alle preferenze della dirigenza.
Il fattore Ibrahimovic e l’identikit tattico del nuovo Diavolo
La scelta di puntare sull’ex centrocampista di Benfica e Braga porta la firma indelebile di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese è ormai il fulcro decisionale del Milan, dato che il proprietario del club Gerry Cardinale preferisce affidarsi totalmente al suo consigliere strategico non possedendo una profonda cultura calcistica europea. Ibra vede in Amorim l’allenatore ideale per valorizzare la rosa: un tecnico abituato a lavorare con i giovani e capace di proporre un calcio moderno, fatto di ritmo alto, pressione asfissiante e un’occupazione razionale del terreno di gioco. Dal punto di vista tattico, l’arrivo del portoghese potrebbe coincidere con una vera e propria rivoluzione strutturale, considerando che il suo marchio di fabbrica nelle ultime stagioni è stato il modulo 3-4-2-1.
Rangnick rinnova con l’Austria: i tempi lunghi stancano il tedesco
Il definitivo naufragio della pista che portava a Ralf Rangnick ha impresso un’accelerazione decisiva sul fronte Amorim. Il manager tedesco ha infatti ufficializzato il prolungamento del suo contratto con la nazionale austriaca fino al 2028, interrompendo bruscamente i contatti con il Milan. Rangnick, stanco di attendere le tempistiche dilatate e i continui tentennamenti di Cardinale e Ibrahimovic, ha preferito non rischiare, lamentando anche la mancanza di adeguate garanzie sul progetto tecnico ed esecutivo che i rossoneri avrebbero dovuto affidargli per il nuovo corso.
Rivoluzione in dirigenza: spunta il re delle plusvalenze Markus Krösche
Perso Rangnick per la panchina e per l’area tecnica, il Milan ha virato l’attenzione su nuovi profili dirigenziali da inserire nei quadri societari. Il dossier più caldo sulla scrivania di Cardinale riguarda Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte ed ex collaboratore proprio di Rangnick ai tempi del Lipsia. Krösche è una figura stimatissima in Germania per la sua straordinaria abilità nel generare plusvalenze: basti pensare che le cessioni milionarie di talenti del calibro di Kolo Muani, Marmoush, Lindstrøm, Pacho e Larsson hanno fruttato ben 240 milioni di euro alle casse dell’Eintracht, senza dimenticare le passate scoperte di Nkunku, Olmo e Szoboszlai al Lipsia. L’alternativa a Krösche è rappresentata da Devin Özek, dirigente cresciuto nel Bayer Leverkusen, reduce da un’esperienza al Fenerbahçe e attualmente libero sul mercato, soluzione contrattualmente molto più semplice da percorrere.