L’Italia chiamò: Luca Banchi è il nuovo ct degli azzurri del basket

Il coach grossetano guiderà l'Italbasket dopo l'addio di Gianmarco Pozzecco. Un'occasione unica, la seconda a capo di una Nazionale dopo l'esperienza con la Lettonia. Nasce l'Italia di Luca Banchi
Giovanni Poggi

Il coach grossetano guiderà l’Italbasket dopo l’addio di Gianmarco Pozzecco. Un’occasione unica, la seconda a capo di una Nazionale dopo l’esperienza con la Lettonia. Nasce l’Italia di Luca Banchi.

Chissà se 40 anni fa Luca Banchi, quando cominciò ad allenare basket nella sua Grosseto alla Nazionale ci aveva pensato, sognando un giorno di diventare il ct degli azzurri. E chissà se, nel 2010, una volta abbandonata la stessa, come assistente di Banchi, aveva sperato di tornarci, magari da primo, con oneri e onori.

Più che sperarlo Banchi, lo ha proprio sognato, e in fin dei conti anche meritato, portando in alto e facendo grande la Lettonia agli ultimi Mondiali, ben figurando all’Efes in tempi recenti e non facendo poi neanche così male in Virtus, salvo poi dimettersi lo scorso dicembre, uscendo dalla porta bianconera comunque a testa alta, certo di aver dato il massimo (cosa che oggi, specie negli allenatori di ogni sport, non è proprio una prassi).

Ora l’azzuro, che già gli calza benissimo: un sogno, come detto, diventato realtà. “Questo è forse il momento più alto della mia carriera, perché do un valore alla mia missione nel costruire uno stile e una mentalità riconoscibili – ha detto Banchi in sede di presentazione nelle ore scorse -. Ovviamente non nascondo l’emozione, e ovviamente la gratitudine di essere stato il prescelto per questo ruolo. Ruolo a cui do grande valore. Mi sono avvicinato al basket giovanissimo, e da subito ho scelto dei modelli. Per me l’allenatore della Nazionale è sempre stato un riferimento: mi auguro di essere degno di questo incarico e di poter coltivare i miei sogni. Vorremmo far percepire a tutti l’emozione che può dare vestire la maglia azzurra”.

Dici bene coach, la Nazionale è la Nazionale, un privilegio, un’occasione unica, senza eguali. Un’opportunità spesso passata in secondo piano, poco riconosciuta e ritenuta quasi superflua, in passato, da alcuni campioni, che forse mai sono riusciti a dare il giusto peso a certe chiamate. Acqua passata, forse anche troppa invece quella passata sotto ai ponti senza vincere nulla.

Nel 2004 l’ultimo sigillo alle Olimpiadi di Atene, poi magoni su magoni, allenatori su allenatori, pre-Olimpici persi malamente e vinti senza però dargli un seguito, più Europei giocati bene e meno bene, e Mondiali non all’altezza delle aspettative. Mondiali: obbiettivo numero uno di Banchi e degli azzurri, che da novembre cominceranno le qualificazioni per il trofeo iridato.

L’obiettivo è la qualificazione al Mondiale – continua -. La richiesta di risultati è una condizione inevitabile per gli allenatori. Sento che raggiungere certi obiettivi passa da un certo percorso di lavoro quotidiano. Il mio messaggio spetterà al campo dimostrarlo, cercherò di portare in dote la mia esperienza, le mie conoscenze e il tentativo di valorizzare le risorse che avrò a disposizione. La Nazionale dovrà essere una piattaforma in grado di valorizzare chi ne farà parte. Giocatori, tecnici e staff in generale. Semplicemente questo: solo il percorso dimostrerà l’efficacia del lavoro svolto”.

Al suo fianco, assistenti di livello in panchina

Un nuovo corso, che trascina con sè anche novità sulla panchina azzurra. Ad affiancare Luca Banchi infatti sulla panchina dell’Italbasket ci saranno Marco Ramondino, Adriano Vertemati, Iacopo Squarcina e Riccardo Fois: un giusto mix di qualità, esperienza e freschezza, per risollevare le sorti azzurre.

“Il presidente Petrucci – conclude il coach, presentando il suo staff -, sottolineava il fatto che ho preso il possesso dell’ufficio in questa settimana, un nuovo ruolo, sto cercando ogni giorno di dare il meglio di me e mantenere attivo questo motore, l’inerzia di un’estate molto promettente sia a livello maschile e femminile, tra prime squadre e giovanili. Accanto a me ci saranno Marco Ramondino, Adriano Vertemati e Iacopo Squarcina. Allenatori giovani e promettenti, che già si stanno mettendo in evidenza. Una figura imprescindibile resta quella di Matteo Panichi, a capo della preparazione fisica da quest’anno a tempo pieno, anche punto di riferimento per le altre Nazionali”.

L’ennesima nuova era azzurra, con la speranza sia quella giusta per provare a tornare a medaglia. Le basi ci sono, ora starà a Banchi lavorare per renderle sempre più solide e vincenti.

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