
A meno di tre settimane dall’inizio del ritiro estivo, il Milan continua a navigare nell’incertezza. I rossoneri si preparano ad affrontare la nuova stagione senza aver ancora completato il proprio assetto dirigenziale, una situazione che inevitabilmente si riflette anche sul mercato, fermo sia in entrata che in uscita. L’unica casella sistemata sembra essere quella dell’allenatore, con Ruben Amorim individuato come guida tecnica per il nuovo corso. Per il resto, però, il quadro societario resta incompleto: rimangono aperte le candidature di Ozek e Boto per il ruolo di direttore tecnico, mentre Domenico Teti è il principale indiziato per diventare direttore sportivo. Al momento, tuttavia, nessuna nomina è stata ancora ufficializzata.
Mercato fermo
L’assenza di riferimenti chiari ai vertici del club sta contribuendo a rallentare ogni operazione di mercato. Finora le uniche mosse concluse riguardano l’arrivo di Guarnier per il Milan Futuro e il ritorno di Francesco Camarda dopo il controriscatto esercitato nei confronti del Lecce. Operazioni che non incidono in maniera significativa sulla costruzione della prima squadra. Resta inoltre aperto il dossier Rafael Leao, uno dei temi più delicati dell’estate rossonera. Amorim avrebbe chiesto una profonda ristrutturazione della rosa, con l’obiettivo di intervenire in tutti i reparti attraverso numerosi acquisti. Al momento, però, alle intenzioni non sembrano ancora seguire trattative concrete.
Anche problemi istituzionali
A rendere ancora più singolare il momento vissuto dal club c’è anche la questione istituzionale. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, non sarebbe ancora stata definita con certezza la rappresentanza del Milan all’assemblea elettiva della FIGC per la scelta del nuovo presidente federale. Dovrebbe essere presente il presidente Paolo Scaroni, mentre non è stata confermata la partecipazione di Gerry Cardinale. Inoltre, nessun rappresentante di vertice del club prenderà parte alla tradizionale cena informale che precede l’assemblea e alla quale hanno già aderito le altre principali società di Serie A. Una situazione che appare quantomeno insolita per un club della storia e del prestigio del Milan.