Milan, la rivoluzione si chiama Rangnick

Il Milan punta sul tedesco come direttore tecnico con pieni poteri, ma l'attuale CT dell'Austria deve sciogliere le riserve entro pochi giorni
Luigi Trapani Lombardo
Ralf Rangnick (Photo by Severin Aichbauer/SEPA.Media /Getty Images)
Ralf Rangnick (Photo by Severin Aichbauer/SEPA.Media /Getty Images)

La rivoluzione del Milan ha un nome e un cognome: Ralf Rangnick. Dopo aver azzerato dirigenza e area tecnica — cacciati l’AD Giorgio Furlani, il DS Igli Tare, il DT Geoffrey Moncada e l’allenatore Massimiliano Allegri — Gerry Cardinale ha affidato a Massimo Calvelli e a Zlatan Ibrahimović il compito di ricostruire il club.

l nuovo progetto

Il progetto prevede Rangnick al vertice dell’area sportiva. Il dirigente tedesco non arriverebbe come allenatore, ma come capo dell’area tecnica con ampi poteri decisionali, con il controllo su mercato, scouting e settore giovanile. La trattativa è nelle mani di Cardinale e Ibrahimović, ma le condizioni poste dal 67enne sono esigenti: Rangnick vuole decidere sia il direttore sportivo sia l’allenatore, senza interferenze.

Attesa la risposta a breve

La risposta non si farà attendere a lungo. Il manager tedesco, attuale commissario tecnico dell’Austria, comunicherà la sua decisione definitiva alla federcalcio austriaca entro 7-10 giorni, per fare chiarezza sul proprio futuro prima dell’inizio dei Mondiali. Rangnick vorrebbe muoversi in fretta per piazzare i suoi uomini a Milano prima di partire con la nazionale.

I nomi per la panchina

Nel frattempo il Milan non è rimasto a guardare. Per la panchina è stato fissato un summit faccia a faccia con Oliver Glasner, reduce dal trionfo in Conference League con il Crystal Palace, figura fortemente sponsorizzata da Rangnick. Glasner è un allievo del tecnico tedesco. L’altro candidato gradito a Rangnick è Matthias Jaissle, attualmente all’Al-Ahli e bi-campione della AFC Champions League, ma legato al club saudita da un contratto fino al 2027. Rimane aperta anche la pista che porta a Mauricio Pochettino, mentre i nomi di Iraola e Xavi sono già tramontati. Tutto, però, ruota attorno a una sola decisione: quella di Rangnick.

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