Roma, le casse piangono: Ranieri conferma. E Koné?

Servono circa novanta milioni da qui alla fine della stagione alla Roma: il francese potrebbe essere sacrificato 
Michele Cerrotta

Servono circa novanta milioni da qui alla fine della stagione alla Roma: il francese potrebbe essere sacrificato 

Pochi dubbi, lo ha confermato anche Claudio Ranieri. La Roma ha urgente bisogno di mettere in ordine i conti. Da qui alla fine della stagione i giallorossi dovranno dare ossigeno alle proprie finanze, lo pretendono i ben noti parametri del fair play UEFA. Un destino comune a tutte le squadre in pesante deficit: un periodo di sacrificio, per provare a mettere ordine e ripartire. Ma in cosa consiste nello specifico?

Trasparenza Ranieri

Lo ha spiegato senza troppi giri di parole Claudio Ranieri: «Dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come va il campionato e che percorso faremo in Europa League. Sono tutte entrate che porteranno dei valori aggiunti. Poi al limite ci sarà da vendere qualcuno, perché non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso. Lo scenario è questo: se benauguratamente arrivassimo in Champions, con il cartellino rosso non la potremmo disputare. Dobbiamo tenere i conti veramente a posto». La Roma deve stringere la cinghia per evitare nuovi problemi, anche pensando a quanto accaduto nel 2022.

Il precedente

Già tre anni fa, infatti, la società giallorossa era stata costretta a firmare un settlement agreement con la UEFA. In poche parole la Roma, già fuori dai parametri, aveva stretto un accordo finalizzato a un graduale percorso di rientro, con tanto di sanzioni lungo il cammino in caso di mancato rispetto di quanto stabilito. E tutto sommato, nonostante qualche incidente di percorso, i Friedkin sono riusciti a seguire la rotta. Almeno finora.

Lo scenario

Per la Roma, infatti, al termine di questa stagione sportiva si concluderà anche un triennio che, basandosi sugli esercizi al 30 giugno 2024, 2025 e 2026, dovrà sancire una perdita aggregata pari a 60 milioni di euro. Un conto, questo della cosiddetta football earning rule, che non tiene in considerazione il miliardo investito dai Friedkin, ma che si limita a cospirare ricavi e costi prodotti dalla società proprio con l’obiettivo di raggiungere per quanto possibile un fair play. Il che, numeri alla mano, significa che la società giallorossa ha bisogno di trovare circa 90 milioni di euro per chiudere il triennio all’interno dei parametri stabiliti. 

Non solo cessioni

È evidente come siano le cessioni la principale fonte da cui attingere per la Roma. Ma i giallorossi potranno contare anche su altre voci, come quella relativa al nuovo sponsor di maglia. O, ancora, eventuali risparmi e soprattuto i risultati sportivi. Migliorare i risultati della scorsa stagione, per esempio, aiuterebbe a ridurre la quota necessaria dalle cessioni. Che sono, però, inevitabili.

I sacrificati 

È evidente quali siano i pezzi pregiati dello scacchiere di Gasperini. Uno su tutti è Svilar, che la società farà però di tutto per trattenere. Un altro nome è quello di Ndicka, in estate corteggiato anche dai club sauditi. Il principale indiziato, però, potrebbe essere Koné. Il francese era sembrato essere a un passo dall’Inter, prima dello stop almeno momentaneo. I discorsi potrebbero essere infatti semplicemente stati rimandati al 2026 quando la Roma avrà più chiara la propria situazione ma, allo stesso tempo, non potrà tirarsi indietro da almeno una cessione dolorosa.

Claudio Ferrari

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