Serie A, gli Under 21 giocano troppo poco: il confronto con gli altri campionati è impietoso

Investita dall’inchiesta sugli arbitri, la Serie A si ritrova ad affrontare l’ennesimo momento difficile. Dopo il mancato accesso dell’Italia al Mondiale e anche l’assenza di club italiani nelle fasi finali delle coppe europee, emerge ancora una volta la necessità di rifondare il sistema, partendo soprattutto dalla valorizzazione dei giovani.
Gli Under 21 non trovano spazio in Serie A
La stagione 2025/2026 conferma il problema: pochissimi Under 21 italiani hanno avuto continuità, mentre la maggior parte è stata utilizzata solo sporadicamente, in un campionato dominato da giocatori stranieri o più esperti. In totale sono stati appena 28 gli Under 21 scesi in campo, un numero molto basso rispetto agli altri top campionati. Alcuni giovani, come Ahanor, Pisilli o Scalvini, sono riusciti a ritagliarsi un ruolo importante, ma restano eccezioni. Molti altri, invece, hanno collezionato solo pochi minuti.
Il confronto con l’Europa
Il divario con l’estero è netto: in campionati come Ligue 1, Bundesliga o Premier League giocano stabilmente decine di giovani locali, spesso già protagonisti. Il confronto è impietoso anche nelle fasce d’età più basse: mentre in Italia gli Under 19 utilizzati sono appena una dozzina, in Francia superano le 50 unità, con numeri molto alti anche in Germania, Inghilterra e Spagna. Una differenza che si riflette inevitabilmente anche sulle Nazionali: all’estero i giovani accumulano esperienza già nei club e arrivano pronti ai grandi tornei, mentre in Italia il percorso è molto più lento. Il risultato è un sistema che fatica a rinnovarsi e a competere ai massimi livelli.