Terremoto a Marsiglia: Roberto De Zerbi non è più l’allenatore dell’OM

Finisce ufficialmente l'avventura di Roberto De Zerbi sulla panchina dell'Olympique Marsiglia. Un comunicato notturno sancisce il divorzio.
Marco Ercole
Roberto De Zerbi (Getty Images)

L’idillio tra Roberto De Zerbi e l’Olympique Marsiglia si è interrotto bruscamente nel cuore della notte. Con un comunicato ufficiale diffuso tra martedì e mercoledì, il club francese ha annunciato la fine della collaborazione con il tecnico italiano “di comune accordo”. Una decisione arrivata dopo ore frenetiche di colloqui interni alla Commanderie, il centro sportivo del club, dove il presidente Pablo Longoria, il direttore sportivo Medhi Benatia e la proprietà si sono riuniti per analizzare una situazione diventata ormai insostenibile. Nonostante un contratto che lo legava ai colori provenzali fino al 2027, l’ex allenatore del Brighton lascia il club dopo 18 mesi intensi.

Il crollo finale: dal sogno Champions all’incubo Classique

A segnare il destino di De Zerbi sono state le ultime due settimane, definite catastrofiche per le ambizioni del club. Prima l’umiliante eliminazione dalla Champions League per mano del Club Brugge (0-3 il 28 gennaio), poi il colpo di grazia: la pesantissima sconfitta per 0-5 subita domenica scorsa al Parco dei Principi contro i rivali storici del Paris Saint-Germain. Se dopo il fallimento europeo i senatori della squadra avevano inizialmente confermato la fiducia al tecnico, il tracollo nel “Classique” ha cambiato tutto. Secondo indiscrezioni interne, lo spogliatoio aveva ormai smesso di seguire le direttive dell’allenatore bresciano, rendendo la sua posizione del tutto indifendibile.

Un’eredità contrastante e un futuro incerto

L’era De Zerbi a Marsiglia si chiude con un bilancio agrodolce. Se da un lato resteranno nella memoria dei tifosi il secondo posto conquistato nella scorsa stagione e la storica vittoria al Vélodrome contro il PSG nel settembre 2025 (un successo che mancava dal 2011), dall’altro pesano come macigni l’instabilità difensiva e la fragilità mostrata nei momenti chiave. Ora l’OM si trova davanti a un bivio: con la sfida di campionato contro lo Strasburgo alle porte sabato prossimo, la dirigenza deve trovare in tempi record un sostituto capace di ricompattare un ambiente ferito e una squadra che sembra aver perso ogni certezza tattica.

Dalle stelle alle stalle: i diciotto mesi di De Zerbi in Provenza

Il cammino di Roberto De Zerbi alla guida dell’Olympique Marsiglia era iniziato sotto i migliori auspici nell’agosto del 2024, quando una travolgente vittoria per 5-1 sul campo del Brest aveva illuso i tifosi di aver trovato il nuovo profeta del calcio offensivo. Quell’entusiasmo iniziale è stato alimentato da una prima stagione di altissimo livello, culminata nel maggio 2025 con la conquista del secondo posto in Ligue 1 e il conseguente ritorno diretto nell’Europa che conta. Il punto più alto della sua gestione è stato raggiunto senza dubbio nel settembre 2025: un 1-0 epico contro il PSG al Vélodrome che ha infranto un tabù casalingo durato ben 14 anni, consacrando l’allenatore italiano come un idolo della tifoseria.

Tuttavia, l’incantesimo ha iniziato a spezzarsi con l’inizio del 2026. Il progetto tecnico ha subito i primi scricchiolii a gennaio, quando le pesanti sconfitte contro Liverpool e Club Brugge hanno sancito l’eliminazione prematura dalla Champions League. La tensione è salita alle stelle l’8 febbraio 2026, giorno dell’umiliazione finale al Parco dei Principi: uno 0-5 senza appello contro il PSG che ha rappresentato il punto di non ritorno. Quel tracollo non è stato solo un risultato sportivo disastroso, ma la prova definitiva della rottura tra tecnico e spogliatoio, portando inevitabilmente al comunicato notturno dell’11 febbraio che ha messo la parola fine a un’avventura che prometteva ben altro finale.

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