Terremoto AIA: Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva, scatta l’autosospensione
Il mondo del calcio italiano è stato scosso da un vero e proprio sisma giudiziario. Gianluca Rocchi, il designatore più longevo degli ultimi vent’anni, ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Milano con l’ipotesi di reato di frode sportiva. La reazione dell’ex fischietto internazionale non si è fatta attendere: in una mossa volta a tutelare la serenità dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) e della Commissione Arbitri Nazionale (CAN), Rocchi ha deciso di autosospendersi. “Sono sereno e ho piena fiducia nella magistratura,” ha dichiarato, sottolineando di voler tornare più forte di prima dopo aver chiarito la propria posizione nell’interrogatorio fissato per il 30 aprile.
L’inchiesta: il “vetro bussato” e l’esposto Rocca
Le indagini, coordinate dal pm Maurizio Ascione, traggono origine da un esposto dell’ex assistente Pasquale Rocca e riguardano episodi specifici avvenuti nelle sale VAR di Lissone. Al centro del mirino c’è in particolare la sfida Udinese-Parma: secondo l’accusa, Rocchi si sarebbe alzato dalla sua postazione per “bussare” ripetutamente sul vetro della stanza dei colleghi Paterna e Sozza, sollecitando un’On Field Review per un fallo di mano. Un gesto che, se confermato, violerebbe i protocolli di indipendenza decisionale del VAR. Non solo Rocchi: anche il suo vice, Andrea Gervasoni, è indagato per presunte pressioni durante Salernitana-Modena, portandolo alla medesima decisione dell’autosospensione.
L’ombra delle designazioni “gradite” e il caso Inter
Uno dei capitoli più delicati dell’inchiesta milanese riguarda le presunte manovre sulle designazioni arbitrali. Secondo quanto trapelato, gli inquirenti ipotizzano che siano stati scelti direttori di gara “graditi” all’Inter in fasi cruciali della stagione. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite partite come Bologna-Inter del 20 aprile 2025, per la quale sarebbe stata “combinata” la scelta di Andrea Colombo, e la gestione di Daniele Doveri in Coppa Italia, che secondo l’accusa sarebbe stato “schermato” o spostato per evitare incroci sgraditi al club nerazzurro nelle fasi finali del torneo. Va precisato che, al momento, i singoli arbitri citati non risultano indagati.
Un’AIA nel caos: tra sospensioni e sentenze
Questo terremoto arriva in un momento di estrema fragilità per l’AIA. Oltre all’inchiesta di Milano, l’associazione deve gestire il caso del presidente Zappi, già colpito da una squalifica di 13 mesi in primo e secondo grado. Con Rocchi e Gervasoni fuori dai giochi per l’ultimo scorcio di campionato, la palla passa ora a figure come Trefoloni o Celi, chiamati a traghettare il gruppo arbitrale in un clima di sospetto e tensione altissima. Martedì il verdetto del Coni sul presidente potrebbe aggiungere un ulteriore tassello a una crisi istituzionale senza precedenti per i fischietti italiani.