Alcaraz torna umano dopo il ko con Medvedev: lo stress di dover vincere sempre

Alcaraz non è apparso al top dal punto di vista mentale contro Medvedev
Filippo Re

Alcaraz non è apparso al top dal punto di vista mentale contro Medvedev.

Carlos Alcaraz (Getty Images)

Prima sconfitta dell’anno per Carlos Alcaraz che si arrende a Daniil Medvedev con il punteggio di 6-3 7-6 (7-3) in semifinale al Masters 1000 di Indian Wells.

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Per Alcaraz finiscono due serie positive

Il 22enne murciano interrompe, così, due lunghe strisce positive: quella di 16 vittorie di fila nel 2026 e di 34 successi consecutivi sul cemento all’aperto, confessando di averne sentito il peso dal punto di vista mentale.

Da segnalare, inoltre, che l’iberico lascerà la California con un vantaggio nei confronti di Jannik Sinner certamente ridotto in classifica ATP: da 3.150 a 2.550 punti in caso di sconfitta dell’azzurro in finale con Medvedev o, addirittura, di 2.150 lunghezze se il nostro connazionale dovesse battere il moscovita.

La curiosità, ora, è di verificare come reagirà Carlitos al 1° stop stagionale con l’importante banco di prova rappresentato dal Masters 1000 di Miami, in programma dal 18 al 29 marzo, dove venne sconfitto all’esordio da David Goffin nell’ultima edizione.

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La conferenza stampa di Alcaraz dopo il ko con Medvedev

Queste le parole dello spagnolo in conferenza stampa dopo l’inattesa battuta d’arresto con il russo: “Devo innanzitutto fare i complimenti a Daniil. Penso che abbia giocato una partita incredibile dall’inizio alla fine. Non ho mai visto Daniil giocare così onestamente. Ha meritato la vittoria e la possibilità di giocare la finale qui. Non posso che fargli i complimenti. È stata dura per me, dovevo correre da una parte all’altra del campo, ma sono orgoglioso di aver lottato fino all’ultimo punto. Caldo? Nel primo set non è andata male, ma ho avvertito la sensazione che gli scambi lunghi ti spingano ad aumentare la potenza dei colpi. Sento di aver sprecato energie extra dopo ogni colpo. Con il caldo è stato difficile gestire tutto questo. È stato lui a far sì che io dovessi faticare sempre di più. Nel secondo, invece, ho iniziato a sentirmi meglio. Ho capito cosa dovevo fare. Dovevo soffrire e accettare la situazione. La sua aggressività in campo mi ha sorpreso. Sapevo che avrebbe giocato così, ma il modo in cui lo ha fatto mi ha sorpreso molto, perché non ha sbagliato nulla. Era complicato trovare delle soluzioni. Sono deluso in questo momento, ma allo stesso tempo devo vedere gli aspetti positivi di questa sconfitta. I tennisti sanno che devono giocare a questo livello per battermi. Ho dimostrato che se vogliono battermi devono giocare al massimo livello per due ore. È più faticoso fisicamente o mentalmente sapere che tutti si aspettano che tu vinca sempre? Non ci penso. L’ho detto dopo il match con Arthur Rinderknech: mi stanca un po’ avere sempre un bersaglio sulla schiena. Non ho mai visto Daniil giocare così prima d’ora. Ma devo accettarlo e andare avanti. Ho capito capito cosa devo fare e pensare prima di ogni partita e ogni torneo: devo giocare per me stesso, per la mia squadra e per le persone a me care. Non penso di dover vincere o di essere obbligato a vincere. Si tratta di inseguire i miei obiettivi. Questa è la mia mentalità, quindi non mi stanco mai del fatto che la gente pensi che io debba vincere ogni partita”.

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