Trubin, portiere del Benfica, esulta dopo il gol di testa al Real Madrid in Champions League

Benfica, Trubin manda Mourinho ai playoff: è il quinto portiere in gol in Champions League

Con il suo colpo di testa contro il Real Madrid al 98' l'estremo difensore ucraino è entrato nella Storia della manifestazione
Vincenzo Lo Presti
Trubin, portiere del Benfica, esulta dopo il gol di testa al Real Madrid in Champions League (Getty Images)

Con il suo colpo di testa contro il Real Madrid al 98′ l’estremo difensore ucraino è entrato nella Storia della manifestazione

Trubin, portiere del Benfica, esulta dopo il gol di testa al Real Madrid in Champions League
Trubin, portiere del Benfica, esulta dopo il gol di testa al Real Madrid in Champions League (Getty Images)

28 gennaio 2026. Una data come altre per tanti, non per i tifosi del Benfica e gli amanti del calcio. Sì, perché all’Estadio Da Luz di Lisbona è successo qualcosa di raro, imponderabile, che va ben oltre le regole del gioco. Protagonista è stato il portiere dei portoghesi Anatoliy Trubin che con il suo colpo di testa al 98′ ha firmato il 4-2 su un Real Madrid in nove uomini regalando i playoff di Champions League a José Mourinho e costringendo anche i Blancos agli spareggi.

Trubin e i suoi fratelli: gli altri portieri che hanno segnato in Champions League

Con il suo gol, l’estremo difensore ucraino è entrato in una lista minuscola, quasi simbolica. Come riferisce Opta è infatti soltanto il quinto portiere ad aver segnato nella storia della Champions League, una competizione che esiste da oltre settant’anni (dal 1955 per l’esattezza). Prima di lui ci sono riusciti Ivan Provedel, Vincent Enyeama e Sinan Bolat, tutti fermi a una sola rete, e soprattutto Jörg Butt, l’unico ad aver trasformato l’eccezione in abitudine, con tre gol, tutti su rigore. Il tedesco rappresenta il portiere “specialista”, quello che calcia dagli undici metri perché designato, preparato, quasi normalizzato nel gesto. Gli altri, invece, appartengono a un’altra dimensione: quella dell’imprevisto.

Quando il portiere si trasforma in attaccante aggiunto

Il gol di Trubin si inserisce proprio in questa seconda categoria. Non nasce da una routine, ma da una situazione limite, emotiva, disperata. È il momento in cui una squadra non ha più nulla da perdere e decide di mandare anche il proprio portiere nell’area avversaria, sovvertendo per qualche secondo l’ordine naturale del gioco. In quei frangenti il portiere smette di essere l’ultimo baluardo e diventa un corpo in più, un’arma improvvisata, una speranza. È lo stesso filo che unisce Trubin a Sinan Bolat, che nel 2009 segnò di testa allo scadere con lo Standard Liegi all’AZ Alkmaar, e a Ivan Provedel, che nel 2023 fece esplodere l’Olimpico con una rete insperata in pieno recupero contro l’Atletico Madrid (Vincent Enyeama aveva invece trasformato un penalty contro contro il Lione nel 2009-10). Gol che non sono solo reti, ma momenti narrativi, scene da ricordare più per l’emozione che per la tecnica.

Trubin e la poesia del calcio

Ed è proprio questo che rende il dato su Trubin così potente: non parla solo di rarità statistica, ma di romanticismo calcistico. In un torneo che rappresenta l’élite assoluta del calcio europeo, dove ogni dettaglio è calcolato e ogni errore può essere fatale, c’è ancora spazio per l’assurdo, per l’eroe inatteso, per il portiere che diventa attaccante per una manciata di secondi. Del resto, è questo il fascino della coppa dalle grandi orecchie: anche nel torneo più prestigioso e razionale al mondo basta un calcio piazzato, un salto perfetto e un portiere fuori area per ricordarci che il calcio, ogni tanto, ama ancora sorprenderci.

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