Dalla Next Gen al sogno Mondiale: la Juve vuole riprendersi Muharemovic

Chiara Scatena
Tarik Muharemovic (Getty Images)
Tarik Muharemovic (Getty Images)

La Juventus pensa a un clamoroso ritorno per rinforzare la difesa. Il nome in cima alla lista è quello di Tarik Muharemovic, centrale bosniaco classe 2003, reduce da una stagione di alto livello con il Sassuolo e protagonista anche con la Bosnia ai Mondiali 2026.

Un ritorno per Muharemovic?

Cresciuto nella Primavera bianconera e nella Juventus Next Gen, Muharemovic potrebbe tornare a Torino grazie a una clausola inserita nell’accordo che lo ha portato al Sassuolo nell’estate del 2024. La Juventus, infatti, vanta una percentuale sulla futura rivendita che le consentirebbe di riacquistare il difensore versando circa il 50% della cifra richiesta dal club emiliano. Considerando una valutazione tra i 35 e i 40 milioni di euro, ai bianconeri potrebbero bastare circa 20 milioni per riportarlo alla Continassa.

Diverse big sul difensore

Nato a Lubiana e cresciuto calcisticamente in Austria, Muharemovic è approdato alla Juventus nel 2021 dopo essersi messo in mostra con il Wolfsberger, attirando l’interesse di numerosi club europei. L’esperienza al Sassuolo, sotto la guida di Fabio Grosso, ne ha accelerato la crescita, trasformandolo in uno dei punti fermi della nazionale bosniaca. Sul difensore si era mosso anche l’Inter, che però ha successivamente deciso di puntare su Solet. L’insidia principale per la Juventus resta la Premier League, dove diversi club seguono con attenzione il giovane centrale e potrebbero far salire il prezzo del cartellino.

Una questione di cuore

Un eventuale ritorno in bianconero significherebbe anche ritrovare Kenan Yildiz, con cui Muharemovic ha condiviso gli anni tra Primavera e Next Gen. Tra i due c’è un rapporto che va ben oltre il campo. “Yildiz e Huijsen sono i miei migliori amici nel calcio. Con Kenan siamo come fratelli. Quando mi sono infortunato ho dormito a casa sua perché lui e la sua famiglia non volevano lasciarmi da solo. È un gesto che non dimenticherò mai”, ha raccontato il difensore bosniaco.

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