Federer entra nella Hall of Fame: dal discorso della moglie Mirka alla dedica di Djokovic

Roger Federer entra ufficialmente nella Hall of Fame nell’ultimo week-end di agosto
Filippo Re
Roger Federer (Getty Images)

Roger Federer entra ufficialmente nella Hall of Fame nell’ultimo week-end di agosto.

Roger Federer (Getty Images)

Cerimonia d’ingresso nella Hall of Fame da brividi a Newport per Roger Federer che, nella notte italiana tra sabato 29 e domenica 30 agosto 2026, diventa il primo tennista svizzera a tagliare questo traguardo.

Federer introdotto nella Hall of Fame dal discorso della moglie Mirka

L’emozionante serata con un discorso ricco di aneddoti interessanti pronunciato dalla moglie Mirka Vavrinec: “Ci siamo conosciuti alle Olimpiadi di Sydney del 2000. Roger aveva 18 anni e io 21, ma lui aveva già deciso che l’età era soltanto un numero. Mi corteggiò comunque e, per fortuna, fu perseverante. Quando lo conobbi aveva 0 titoli ATP, perciò sono stata presente per tutti i 103 che ha conquistato. Essendo stata una tennista professionista, all’inizio addirittura lo scaldavo prima delle partite. Ricordo ancora Andy Roddick che, dopo la finale di Cincinnati, disse scherzando: ‘Non posso credere di aver perso contro uno che ha fatto il riscaldamento con la fidanzata’. Una delle prime cose che ho capito di Roger è che desiderava sempre avere vicino le persone che amava. Quello che mi ha colpito di più di lui non è il tennista ma l’uomo straordinario. È il padre più devoto che i nostri quattro figli potessero desiderare. Quando scoprii che aspettavamo dei gemelli per la prima volta, gli dissi che probabilmente non avrei più viaggiato. Lui rispose senza esitazione che non avrebbe più giocato. E lo pensava davvero! Per Roger la famiglia viene prima di tutto. Ma fortunatamente abbiamo trovato un’altra soluzione e il circuito ha continuato a essere la nostra casa. Roger ha sempre trovato del tempo per i figli, a prescindere dal risultato in campo”.

Il discorso integrale di Federer a Newport

Ecco le parole pronunciate dalla leggenda elvetica nel corso di una serata che ricorderà per sempre: “Mi sono goduto ogni momento del viaggio che mi ha portato fino a qui. Dal 1998 quando ero biondo platino e sono diventato numero 1 junior, al 2022, ho giocato oltre 4 mila set. In ognuno ho cercato di mostrare sempre il mio amore per il tennis, per meritare la vostra presenza, il vostro tempo, la vostra attenzione. Dovunque giocassi mi sono sempre sentito in casa. Il tennis è una cosa bella e complessa. Per me è stato tutto. Sono molto emozionato. In questo posto c’è tanta storia del tennis. Dal 1998 al ritiro ho indossato più di 5 mila fasce per capelli. Anche 7 mila calzini, io ne mettevo peraltro due per piede, e una volta ne ho indossati addirittura tre. Ho usato migliaia di racchette. Ho avuto l’onore di giocare sul Centrale degli Slam, ma quando chiudo gli occhi vedo l’amore che ho messo in questo sport. Mi rivedo a 13 anni, a Basilea: ero un raccattapalle al torneo, ero così emozionato di poter vedere da vicino i giocatori. La mia prima racchetta l’ho presa in mano a tre anni: era di legno. Allora impugnavo il rovescio a due mani. I miei genitori hanno regalato a me e mia sorella un’infanzia splendida. Giocavamo a tennis ovunque, giocavo anche a calcio, mi piaceva Zidane, andavo in bici, mi piaceva il ping-pong e badminton, una volta ho giocato anche a cricket. Mamma si occupava dei pass al torneo di Basilea, forse ne ha fatto qualcuno anche per voi, ma trovava sempre il tempo di accompagnarmi per andare a giocare. Papà non giocava così bene, questo mi ha reso più aggressivo. Ricordo che disegnavamo con gli amici un campo con il gessetto e giocavamo per ore. Questo mi è sempre rimasto, il gioco. Quando poi il lavoro si unisce al gioco, alla passione, è il massimo. Ero un tifoso prima di diventare un giocatore, e resterò sempre un appassionato di tennis. Sono molto orgoglioso che la Svizzera entri con me nella International Tennis Hall of Fame. È stato un viaggio fantastico. L’International Tennis Hall of Fame ci offre l’opportunità di guardare indietro ma anche avanti. Sono onorato di far parte di tutto questo. Ho la fortuna di aver fatto da ponte tra le generazioni. Da Pete Sampras e Andre Agassi ai campioni della mia generazione come Roddick, Lleyton Hewitt e Juan Carlos Ferrero; alle epiche rivalità che ho avuto con Novak Djokovic, Rafael Nadal e Andy Murray. Anche se noi ci ritiriamo, lo sport continua a evolversi. Spero che conservi un po’ di quello spirito amatoriale, che mantenga il cameratismo tra i giocatori. Spero che i giocatori rimangano giovani dentro e fedeli a se stessi, autentici. E ricordino sempre di non smettere mai di fare domande e di correre dei rischi. Continuiamo a portare questo sport che amiamo al livello successivo e a migliorare, sempre di più, ancora e ancora. Questo ragazzo di Basilea vi ringrazia per questo incredibile onore e per aver condiviso il viaggio che ci ha portati insieme fino a qui”.

L’omaggio di Djokovic a Federer

A stretto giro di posta arriva un bel video pubblicato da Novak Djokovic sul sito dell’ATP per onorare la grandezza del rivale di sempre: “Roger, congratulazioni per il tuo ingresso nella Hall of Fame. Sapevamo tutti che questo giorno sarebbe arrivato prima o poi, e non credo che nessuno meriti più di te questo onore. Quello che hai fatto, quello che hai rappresentato e quello che rappresenti ancora per il tennis e per lo sport in generale è semplicemente incredibile e notevole. Grazie per essere un così grande ambasciatore del nostro sport. Spero che passerai una meravigliosa giornata con la tua famiglia per celebrare questa incredibile carriera

I numeri di Federer in carriera

1° posto – miglior piazzamento nel ranking ATP

20 Slam vinti

103 titoli ATP

1251 vittorie su 1526 partite disputate

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