Il Milan accelera per Mateta: una mossa da grande
Allegri aspetta il colpo in attacco: la società lavora per portare il giocatore a Milano già a gennaio

Il Milan sembra pronto a uscire allo scoperto sul mercato con un’operazione che può già nell’immediato scompaginare le carte e regalare a Max Allegri un’aggiunta fondamentale in chiave Champions. Jean-Philippe Mateta è un nome caldissimo per rinforzare l’attacco, un profilo che per fisicità e rendimento sottoporta può essere l’aggiunta ideale per una squadra che ultimamente ha visto le proprie principali bocche da fuoco faticare molto di più rispetto a inizio stagione. La sensazione è che il club rossonero, complice un accordo praticamente fatto con il giocatore nella notte, stia giustamente cercando di ridurre i margini d’attesa e chiudere in tempi brevi la trattativa, portando il giocatore a Milano già a gennaio.
Una stagione convincente
Mateta arriva da una stagione solida da 10 gol, di cui otto in Premier League, in 34 presenze in un Crystal Palace in dismissione: numeri che certificano una buona continuità sottoporta e che gli hanno garantito anche non molto tempo fa la chiamata della nazionale maggiore francese. Il Milan lo considera un attaccante funzionale, capace di reggere il peso del reparto e di adattarsi a più soluzioni e compagni di squadra. I contatti con ile Eagles sono come detto in fase avanzata e filtra ottimismo sulla riuscita dell’operazione, anche grazie alla volontà del giocatore di misurarsi con la Serie A dopo aver detto già sì alla Juventus una settimana fa.
Nkunku ago della bilancia
L’eventuale arrivo di Mateta è chiaramente però legato ad altri movimenti nel reparto offensivo e per questo motivo Nkunku è il nome indicato per un possibile sacrificio. Il francese non è mai diventato centrale nel progetto rossonero e il mercato attorno a lui resta vivo. La Roma osserva con interesse, ma non è l’unica: per il Milan una cessione aprirebbe spazio utile a completare il reparto senza scomodi esuberi, ma il giocatore al momento frena intenzionato a giocarsi le sue carte a Milano. Resta ora da capire se avrà il tempo e il modo di farlo, o se sarà spinto ancora di più alla porta.