Inter, scelta la soluzione interna per il nuovo ds: chi è Dario Baccin, l’erede di Ausilio

Chiara Scatena
Piero Ausilio, Dario Baccin, Cristian Chivu, Beppe Marotta, Javier Zanetti (Getty Images)

L’Inter ha scelto la soluzione interna: è Dario Baccin il nuovo direttore sportivo nerazzurro, l’uomo chiamato a raccogliere l’eredità di Piero Ausilio, che lascia ufficialmente il club e dovrebbe proseguire la propria carriera in Premier League. La scelta è ricaduta dunque su una figura che conosce profondamente l’ambiente interista e che da quasi dieci anni lavora all’interno dell’area tecnica.

Chi è Dario Baccin

Novarese, classe 1976, 51 anni compiuti alla fine di agosto, Baccin è stato prima di tutto un calciatore, per la precisione un terzino destro. Una carriera vissuta prevalentemente tra Serie B e Serie C e con poche apparizioni in Serie A. Non ci è riuscito con la Juventus, società che lo aveva lanciato nel grande calcio, ma ha raccolto una stagione nella massima serie con il Napoli, nel 2000/2001, e un’altra con l’Ancona, nella stagione 2003/2004, quella della retrocessione. Per il resto, tanti campionati di Serie B e diverse maglie: Cesena, Chievo, Ternana, Napoli, Ascoli, Rimini e Treviso. Poi, una volta appese le scarpette al chiodo, il passaggio dall’altra parte della scrivania. Prima l’esperienza al Siena come osservatore, poi il Palermo, dove ricopre il ruolo di direttore dell’area tecnica e del settore giovanile. È proprio in rosanero che l’Inter si accorge delle sue qualità e decide di portarlo a Milano.

L’arrivo all’Inter e il rapporto con Ausilio

L’avventura nerazzurra comincia nell’estate del 2017, quella del passaggio dalla tormentata stagione vissuta con De Boer, Vecchi e Pioli all’arrivo di Luciano Spalletti. Baccin ha 41 anni e viene scelto per affiancare Ausilio come vice direttore sportivo. È l’inizio di una collaborazione destinata a durare quasi un decennio. Il suo incarico viene definito così dall’Inter: “Specifiche responsabilità sulla gestione dei giovani calciatori professionisti in prestito, supervisione della squadra Primavera e diretta collaborazione con il Chief Sport Officer per la gestione del calciomercato”. Un ruolo apparentemente lontano dai riflettori, ma centrale nelle strategie del club. Baccin lavora sulla valorizzazione dei giovani, segue i giocatori in prestito, collabora alle operazioni di mercato e accompagna Ausilio anche nei numerosi viaggi internazionali. Sempre con una caratteristica precisa: massima operatività, minima esposizione mediatica.

La sfida dell’Under 23

Nell’estate del 2025 arriva un’altra responsabilità importante. L’Inter gli affida la gestione della neonata U23, la seconda squadra nerazzurra, con Stefano Vecchi scelto come primo allenatore. Un progetto che Baccin considera strategico per il futuro del club. “L’U23 ha cambiato il modo di pensare all’interno della società“, raccontava nel novembre 2025 alla Gazzetta dello Sport. “Ti permette non solo di far crescere i nostri ragazzi, ma anche di cogliere opportunità a cui prima non potevamo guardare. Era un segmento necessario, oggi abbiamo una carta in più da giocarci”. Ora, però, la situazione cambia. Dopo nove anni al fianco di Ausilio, Baccin passa dal lavorare dietro le quinte a diventare il protagonista. Dovrà raccogliere un’eredità pesante e dare continuità al lavoro che ha portato l’Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo.

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