Musetti, la strada è quella giusta: che esordio con Fery agli US Open 2026!
Vince e convince Lorenzo Musetti al 1° turno degli US Open dove elimina il semifinalista di Wimbledon Arthur Fery in tre set.

L’assalto al primo titolo Slam in carriera di Lorenzo Musetti parte con il piede giusto agli US Open 2026 grazie all’affermazione per 6-3 6-3 7-5 ai danni di Arthur Fery, semifinalista dell’ultima edizione di Wimbledon.
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Musetti vuole migliorare il piazzamento degli ultimi US Open
Capace di raggiungere i quarti di finale un anno fa a Flushing Meadows, dove era stato sconfitto da Jannik Sinner, l’ex n. 5 della classifica ATP dimostra di aver superato il grave problema muscolare superato al Masters 1000 di Roma e, in uno Slam dove non ci sono l’altoatesino e Novak Djokovic con quest’ultimo fuori già al primo turno, accarezzare il sogno del primo titolo in un Major non sembra una utopia per il nostro connazionale.
Le sensazioni di Musetti dopo la vittoria con Fery al 1° turno degli US Open 2026
Ecco le parole del carrarino in conferenza stampa dopo la vittoria con il tennista britannico: “La strategia era tenere una traiettoria di palla più alta e usare le variazioni del mio gioco. Hanno funzionato bene, anche se non sentivo di avere il mio livello migliore. Era però la mia prima partita Slam dopo l’Australian Open e sono contento di aver giocato una prestazione solida”.
Musetti riflette sull’infortunio rimediato all’Australian Open 2026
Musetti torna, poi, a parlare del serio infortunio subito nell’ultimo Slam giocato a Melbourne a inizio anno: “Per tornare qui c’è voluta tanta pazienza. In questi mesi ho avuto diversi infortuni ed è stato frustrante ripartire e poi fermarmi di nuovo. Adesso però sono contento di essere tornato sano fisicamente e credo di avere già un buon livello di tennis. L’infortunio in Australia l’ho vissuto più mentalmente che fisicamente. Credo che anche i problemi successivi siano stati in parte una conseguenza dello stress di quell’episodio. Venivo da un grande momento, avevo conquistato le Finals e in quella partita mi giocavo anche il numero 3 del ranking. Quella parte l’ho vissuta male. Forse ho chiesto poco aiuto alle persone che avevo intorno e questo mi ha portato un po’ giù. Però dagli errori si impara e siamo qui per rifarci e tornare a vivere quelle situazioni”.